La privacy influenza la validità e l’esecuzione dei contratti commerciali. Sono, ormai, molti i casi in cui il rispetto del GDPR (Regolamento UE sulla privacy 2016/679) incide sull’autonomia negoziale, sia nei rapporti B2B sia nei rapporti B2C.
L’EDPB ha elaborato un modello di notificazione dei data breach, con descrizioni più dettagliate delle violazioni dei dati personali. Tra i soggetti notificanti viene inserito il DPO. In parallelo si attendono le semplificazioni dell’adempimento per le microimprese e le revisioni del “Digital Omnibus”.
Prosegue l’analisi di adempimenti e obblighi previsti dall’AI ACT e che entreranno in vigore dal prossimo 2 agosto 2026. In questo contributo analizziamo le verifiche del deployer di sistemi di AI, tra cui l’uso di sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometrica.
Un'impresa, dopo aver analizzato i dati personali di una dipendente, la accusa di aver venduto senza autorizzazione beni aziendali. Ma tali prove sono utilizzabili in giudizio solo se raccolte nel rispetto dei principi fondamentali del GDPR: lo ha chiarito la CGUE con la Sentenza 18 giugno 2026 C-484/24.
La mancata collaborazione con l’autorità di controllo espone a sanzione amministrativa fino a 20 milioni di euro, ma sull’importo le norme UE e quelle italiane sono disallineate. È indispensabile trovare un bilanciamento tra dovere di cooperare e diritto a non autoaccusarsi.
Lo schema di D.Lgs. approvato dal CDM il 4.6.2026 riscrive l’art. 34-bis D.Lgs. 231/2007, istituendo presso il Consiglio Nazionale del Notariato un organismo di gestione accentrata dei dati AML. Vediamo in questo contributo le ipotizzabili conseguenze giuridiche e operative legate all’eventuale conferma del nuovo testo.
Le Leggi UE e italiane su AI e privacy non sono sincronizzate. Sono stati approvati gli schemi di decreti attuativi della L. 132/2025, di armonizzazione all’AI Act, il quale però non è ancora interamente efficace. Nel frattempo, la giurisprudenza anticipa l’applicazione dei principi dell’AI Act stesso, mentre GDPR e norme nazionali attivano subito sanzioni amministrative e penali e responsabilità civili.
Un plug-in integrato nelle chat aziendali Slack e Teams analizzava i messaggi scritti dai lavoratori e ricavava indicatori relativi allo stress psicologico, potendo generare report aggregati sui livelli di stress rilevati tra i dipendenti. Di questo si è occupato il Provvedimento del Garante privacy n. 342 del 14 maggio 2026.
Il D.Lgs. 96/2026 limita la conoscibilità dei livelli retributivi dei singoli lavoratori. La tutela della privacy (del lavoratore con il salario parametro di confronto) contrasta con il diritto di difesa del lavoratore, in ipotesi sfavorito, interessato a portare prove piene in giudizio. Il bilanciamento tra le 2 esigenze è precario.
La Corte di Cassazione, con la sentenza 15628/2026, affronta il tema della comunicazione di dati personali all’interno di un’associazione privata, chiarendo che le esigenze di trasparenza e informazione verso gli associati non costituiscono, di per sé, un autonomo titolo di legittimazione della diffusione nominativa di dati personali.
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