La Corte di Giustizia UE, con sentenza 18 dicembre 2025 n. 422/24, si occupa del trattamento dei dati personali che vengono raccolti tramite una bodycam, affermando che si tratta di raccolta diretta presso l’interessato, con conseguente applicazione delle relative tutele previste dal GDPR.
redazione Memento
Nella newsletter 17 dicembre 2025 n. 541, il Garante Privacy ha comunicato di aver sanzionato Verisure Italia e Aimag spa per marketing indesiderato, ha fatto il punto sul G7 privacy e comunicato che sono online i nuovi Modelli per il Sistema Informativo Schengen (SIS).
redazione Memento
La Corte di Giustizia Europea, con sentenza 20 novembre 2025 C-57/23, si è espressa sulla legittimità della raccolta di dati biometrici e genetici nell'ambito di un procedimento penale e della loro conservazione da parte della Polizia di uno Stato membro dell'Unione, nello specifico la Repubblica Ceca.
Nell'esecuzione dell'incarico, il ricorso a sistemi di AI non è precluso, ma non può mai sterilizzare, sostituendola, la prestazione intellettuale che deve restare, per ragioni deontologiche, integralmente riconducibile al professionista che la rende. Lo ha chiarito il CNDCEC con Nota Informativa 4 dicembre 2025 n. 178.
La Corte di Cassazione, con ordinanza 15 ottobre 2025 n. 27558, si è espressa sulla titolarità del trattamento dei dati personali del Fascicolo sanitario elettronico in un caso di data breach che ha coinvolto l'Azienda sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia autonoma di Bolzano e due fornitori IT nominati responsabili del trattamento.
La sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella causa C-576/24 P del 16 ottobre 2025, esamina il ricorso di un ex agente contro la decisione dell'Agenzia dell'Unione Europea per l'Asilo (EUAA) di risolvere il suo contratto per una “completa rottura del rapporto di fiducia".
Il Garante per la protezione dei dati personali, con un provvedimento del 1° ottobre 2025, ha dichiarato illegittimo il trattamento dei dati personali effettuato attraverso l’app Clothoff per violazione del GDPR e ha disposto in via di urgenza la limitazione provvisoria di tale trattamento.
L'accesso alla posta elettronica personale dei lavoratori non è consentito al datore di lavoro per finalità difensive, neppure se le email sono state rinvenute su server e PC aziendali: lo ha stabilito Cassazione con la pronuncia n. 24204 del 29 agosto 2025.
L’agenzia per la cybersicurezza nazionale raccomanda 12 buone pratiche applicabili in ambienti domestici, e 20 per organizzazioni strutturate, in cui l’esposizione di servizi remoti costituisce un rischio critico.
redazione Memento
Costituiscono una prova ammissibile nel processo del lavoro le registrazioni di colloqui intercorsi sul luogo di lavoro tra un dipendente e i suoi colleghi, il cui utilizzo non richiede il consenso delle persone presenti: a ribadirlo è la Corte di Cassazione, con ordinanza 21 luglio 2025 n. 20487.
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