Lo smart working non è un diritto assoluto del genitore con figli under 12. La priorità prevista dalla legge deve confrontarsi con le esigenze organizzative dell'impresa e con i principi di correttezza, buona fede e non discriminazione.
SIAE sottoscrive congiuntamente contratto collettivo nazionale e premio di risultato. Diverse le novità, tra le quali un incremento sui minimi tabellari di 300 euro mensili, uguale per tutti i lavoratori, indipendentemente dal loro livello di inquadramento.
Il diritto alla disconnessione va garantito e reso effettivo in ogni caso di utilizzo della tecnologia. Nel nostro ordinamento è però disciplinato dalla legge solo con riferimento allo smart working, e sono stati i CCNL a integrare tale lacuna; guardando a uno scenario futuro, deve darsi atto di un disegno di legge che si prefigge di delinearne la disciplina.
Salario giusto, agevolazioni contributive, trasparenza retributiva. Istituti attuali e complessi con un'unica centralità: la contrattazione collettiva. Ma siamo davvero sicuri che il contratto di diritto comune rappresenti appieno lo strumento per affrontare le tematiche del lavoro contemporaneo?
La Circolare INPS 2 aprile 2026 n. 38 rende operativo l’accordo del gruppo Luxottica sulla staffetta generazionale: uno strumento importante per gestire nelle aziende fasi critiche, tra età pensionabile sempre più lunga, innesto di nuove tecnologie, necessità di nuove competenze.
Dal prossimo 7 aprile scatteranno sanzioni in caso di mancata consegna dell’informativa di sicurezza al lavoratore in smart working e al RLS: l'obbligo, introdotto dalla cd. Legge PMI, è l'oggetto dell'Approfondimento 2 aprile 2026 della Fondazione studi dei consulenti del lavoro.
redazione Memento
È un momento positivo per la contrattazione aziendale: i recenti accordi conclusi da aziende anche medio/piccole e non sempre avvezze al confronto sindacale dimostrano come le parti sociali cerchino di incidere su temi quali conciliazione vita-lavoro, bassi salari, welfare e formazione, per rispondere alle nuove sfide del mercato del lavoro.
L'espletamento della prestazione lavorativa secondo modalità agile autonomamente ed unilateralmente decisa dal lavoratore è un comportamento illecito con rilievo disciplinare: lo ha stabilito il Tribunale di Ragusa con una pronuncia dell'11 luglio 2025.
Il lavoro agile, o smart working, rappresenta sicuramente una delle trasformazioni più significative nel mondo del lavoro contemporaneo: ma rappresenta anche una sfida per le imprese, che devono implementarlo con intelligenza e coerenza.
Il ricorso allo smart working, quale forma di lavoro ibrido e/o flessibile, risulta essere in graduale aumento nelle imprese italiane: il merito è degli accordi individuali che, insieme alla contrattazione collettiva, hanno specificato le modalità di attuazione della prestazione lavorativa, affrontando temi come il work-life balance ed il diritto alla disconnessione.
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