1. EDITORIALE di Valentino Tamburro
La mobilità internazionale dei lavoratori rappresenta oggi una delle sfide più stimolanti e, al contempo, tecnicamente insidiose del panorama professionale moderno. Il quadro normativo è stato profondamente trasformato dal D.Lgs. 209/2023, che ha ridefinito i criteri di attrattività del sistema Italia per i lavoratori impatriati, imponendo una distinzione netta tra le nuove regole e la disciplina precedente. A questa evoluzione si aggiungono le sfide dello smart working internazionale, dove il lavoro da remoto per datori esteri solleva nodi critici sulla residenza fiscale e sul rischio di stabile organizzazione. Anche il comparto dei frontalieri vive una fase di mutamento, guidata dal nuovo Accordo Italia-Svizzera che ha riscritto le regole per chi opera nelle zone di confine. Muoversi con successo nella mobilità transnazionale significa saper coordinare gli ordinamenti interni con le Convenzioni internazionali e le direttive europee. Solo attraverso una visione d’insieme, che integri gli aspetti retributivi, fiscali e la sicurezza sociale, è possibile trasformare la mobilità in un’opportunità di valore per il lavoratore e in un vantaggio competitivo per l’impresa, minimizzando i margini di errore in un contesto globale sempre più interconnesso.
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