La Risp. AE 23 ottobre 2026 n. 188 riguarda un’azienda che svolge servizi pubblici essenziali 7 giorni su 7 e intende introdurre, per il biennio 2026‑2027, un piano di welfare con buoni carburante o buoni spesa per i lavoratori strutturalmente impiegati la domenica.
Nel caso di specie, secondo quanto rappresentato dall'Istante, i benefit saranno erogati in conformità alla normativa vigente in tema di fringe benefit e tale sistema di welfare aziendale sostanziandosi, pertanto, nella corresponsione di specifici fringe benefit, riconosciuti nei limiti di legge vigenti, non è finalizzato ad incentivare la performance del singolo lavoratore, né, tantomeno, costituisce corrispettivo di prestazioni lavorative, premio di produttività o risultato.
I benefit sono graduati per fasce in base alla frequenza del lavoro domenicale e si aggiungono all’indennità domenicale prevista dal CCNL di settore e da accordo aziendale.
L’Agenzia richiama il principio di onnicomprensività del reddito e la disciplina dei fringe benefit ex art. 51 c. 3 e 3-bis TUIR, inclusa la possibilità di erogazione tramite voucher.
Conclude che, se i buoni rispettano le regole sui documenti di legittimazione (non monetizzabili, non cedibili, destinati a beni/servizi e non denaro) e sono riconosciuti nei limiti quantitativi annui vigenti (soglia generale e maggiorata per lavoratori con figli a carico), non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente né ai fini fiscali né contributivi.
Resta fermo il potere di controllo sulla concreta attuazione del piano e sulla veridicità dei presupposti dichiarati dal datore di lavoro.
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Maria Rosa Gheido
- Consulente del lavoro e dottore commercialistaRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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