L’Agenzia delle Entrate, con il Provv. AE 5 ottobre 2026 n. 271072, in attuazione dell’art. 1 c. 634-636 L. 190/2014, ha definito le modalità con le quali sono messe a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza, anche mediante l’utilizzo di strumenti informatici, le informazioni aventi ad oggetto le fatture elettroniche emesse e/o i corrispettivi giornalieri memorizzati e trasmessi telematicamente per il periodo d’imposta 2023 e le informazioni presenti nel modello Redditi 2024.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate utilizza i dati delle fatture elettroniche emesse e dei corrispettivi giornalieri memorizzati e trasmessi telematicamente dai soggetti passivi IVA al fine di verificare, per il periodo d’imposta 2023, la concorrenza di tali operazioni alla determinazione del reddito d’impresa, indicato nei quadri RF/RG/LM del modello Redditi 2024.
Informazioni messi a disposizione del contribuente
Per consentire al contribuente di fornire elementi utili a regolarizzare la presunta anomalia rilevata, l’Agenzia comunica ai contribuenti interessati le seguenti informazioni:
Le informazioni di cui sono trasmesse, mediante casella di PEC, al domicilio digitale dei contribuenti, comunicato ai sensi dell’art. 16 c. 6 e 7 DL 185/2008 e dell’art. 5 c. 1 DL 179/2012.
La comunicazione, con le relative informazioni di dettaglio, sono consultabili anche accedendo alla propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “L'Agenzia scrive” presente all’interno del “Cassetto fiscale” e del portale “Fatture e Corrispettivi”.
Il contribuente, anche mediante gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni (di cui all’art. 3 c. 3 DPR 322/98), può richiedere informazioni ovvero segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti con le modalità indicate nella comunicazione di anomalia. Alla casella di PEC da cui viene inviata la comunicazione, invece, non possono essere inviate risposte perché la stessa non è abilitata a ricevere messaggi in entrata.
Le medesime informazioni di cui sopra sono rese disponibili alla Guardia di Finanza tramite strumenti informatici, la quale tratterà i dati personali resi ad essa disponibili in modo autonomo e in qualità di titolare del diverso trattamento effettuato.
Regolarizzazione mediante ravvedimento operoso
I contribuenti che hanno avuto conoscenza delle informazioni comunicate dall’Agenzia delle Entrate possono regolarizzare gli errori o le omissioni eventualmente commessi secondo le modalità previste dall’art. 13 D.Lgs. 472/97, beneficiando della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalle violazioni.
Il ravvedimento operoso è consentito a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata ovvero che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, di cui i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza, salvo la notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento, nonché il ricevimento di comunicazioni di irregolarità di cui agli artt. 36-bis DPR 600/73 e 54-bis DPR 633/72 e degli esiti del controllo formale di cui all’art. 36-ter DPR 600/73.
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