La Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, con l'approfondimento "Il potere (e dovere) di controllo del datore di lavoro al cospetto delle più recenti innovazioni tecnologiche", ha voluto valutare, anche a livello pratico e operativo, le conseguenze giuslavoristiche che l’utilizzo delle nuove tecnologie può produrre sul controllo di stampo datoriale che può essere esercitato:
Le forme di controllo, ricorda la Fondazione, devono attuarsi secondo i requisiti, le condizioni e i limiti posti dalla legge, la quale consegna una serie di prescrizioni volte a contenere e riproporzionare il potere della parte forte del rapporto di lavoro.
Innovazioni tecnologiche e poteri di controllo: quali tutele per il lavoratore
L’individuazione della corretta normativa applicabile ai più recenti strumenti che rendono possibile il controllo datoriale necessita di essere letto alla luce dell’art. 4 L. 300/70 in materia di controlli a distanza sui lavoratori. È indubbio, secondo la Fondazione, che le regole e le procedure ivi enunciate debbano essere oggi applicate dai datori di lavoro anche a fronte dell’utilizzo dell’AI e della robotica, allorquando questi strumenti permettano un controllo sui lavoratori.
Di conseguenza, il datore di lavoro deve considerare i seguenti aspetti:
Per quanto attiene al controllo datoriale attuato mediante l’intelligenza artificiale, occorre fare riferimento alle disposizioni sancite dall’AI Act (Reg. UE 1689/2024) che prevedono che i datori di lavoro informino i rappresentanti dei lavoratori e i lavoratori interessati che saranno soggetti all'uso del sistema di AI ad alto rischio (art. 26 p. 7 Reg. UE 1689/2024). Inoltre, la normativa nazionale di recepimento degli obblighi comunitari prevede che l’utilizzo dell'intelligenza artificiale in ambito lavorativo debba essere sicuro, affidabile, trasparente e non possa svolgersi in contrasto con la dignità umana né violare la riservatezza dei dati personali (art. 11 c. 2-3 L. 132/2025).
Sempre la normativa nazionale stabilisce, infine, che il lavoratore, direttamente o per il tramite delle rappresentanze sindacali aziendali o territoriali, abbia diritto di accedere ai dati e di richiedere ulteriori informazioni concernenti gli obblighi datoriali sopra esposti (art. 1-bis c. 3 D.Lgs. 152/1997).
Dovere di controllo, vigilanza e sorveglianza attuata con l’AI: buone prassi
Secondo la Fondazione Studi, l’intelligenza artificiale, ma anche la robotica, sempre più assumeranno la valenza di veri e propri presidi di sicurezza indispensabili per la protezione del lavoratore, alla luce dell’art. 2087 c.c. e della giurisprudenza correlata. La ratio è sempre quella di tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro, in un determinato momento storico.
Dunque, anche prima che vi sia un obbligo normativamente imposto, è verosimile che il datore di lavoro debba adeguare i dispositivi di sicurezza all'evoluzione della tecnica.
A tal fine è, quindi, necessario rispettare alcune buone prassi volte a indirizzare correttamente l’operato dei professionisti e dei datori di lavoro.
Dal punto di vista del potere di controllo esercitabile dal datore di lavoro, risulterà cautelativo, per i professionisti e i datori di lavoro seguire e attuare i precetti fondanti del diritto del lavoro, anche sulla scorta dei principi consegnati dal diritto comunitario e di quelli disegnati dalla normativa riguardante la tutela del dato personale.
Pertanto, il controllo sui lavoratori attuato mediante le nuove tecnologie non potrà comunque risultare sproporzionato; dovrà essere oggetto di informazione preventiva e genuinamente e perpetuamente indirizzato alle funzioni ammesse dall’ordinamento, nonché risultare pertinente e minimizzato rispetto alle finalità perseguite.
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Lorenzo Gatto
Stefano Mazzocchi
- Dottore commercialista e docente di diritto tributario, Università Statale di MilanoRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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