La Commissione Europea ha adottato nuove Linee guida sull’applicazione dell’art. 102 TFUE in materia di abusi escludenti da parte di imprese dominanti, con l’obiettivo di aumentare la certezza del diritto e facilitare l’autovalutazione delle imprese.
Le Linee guida sistematizzano la nozione di “dominanza”, distinta dal più ampio concetto di potere di mercato, chiarendo che la prima è un concetto binario, mentre il secondo si colloca su uno spettro di intensità. Una volta accertata la posizione dominante, l’esatto grado di potere di mercato rileva soprattutto per valutare la capacità della condotta di produrre effetti escludenti.
La Commissione definisce un quadro generale fondato su due pilastri: la condotta deve rappresentare una deviazione dalla concorrenza “sui meriti” ed essere idonea a produrre effetti escludenti, anche potenziali, alla luce di tutte le circostanze del caso e della struttura del mercato. Non è necessario dimostrare un danno diretto ai consumatori, essendo sufficiente la distorsione della concorrenza effettiva.
Accanto al quadro generale, vengono disciplinati specifici schemi di abuso, tra cui sistemi di sconti condizionati, esclusiva, tying e bundling, prezzi predatori e rifiuti di fornire input essenziali. Per le pratiche di esclusiva, in particolare, le Linee guida confermano una presunzione di distorsione della concorrenza, pur ammettendo la possibilità per l’impresa dominante di fornire elementi idonei a superarla (ad esempio, la limitata copertura o durata degli accordi).
Le nuove indicazioni rafforzano inoltre l’attenzione per i mercati digitali, richiamando espressamente la giurisprudenza recente dei casi Google (Shopping, Android, AdSense) e Meta/Facebook, nonché il ruolo di pratiche come il self‑preferencing e il tying di servizi online.
Resta confermata la possibilità per l’impresa dominante di invocare giustificazioni oggettive, a condizione che la condotta sia indispensabile e proporzionata rispetto ai benefici addotti e che non esistano alternative meno restrittive della concorrenza.
Le Linee guida, pur non vincolanti per giudici e autorità nazionali, sono destinate a orientarne l’azione e rappresentano un riferimento centrale per la compliance antitrust delle imprese attive nel mercato interno, in particolare nei settori ad alta intensità tecnologica.
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