Due colpi sferrati a un collega sul luogo di lavoro, preceduti dall'annuncio di una dimostrazione di taekwondo, possono integrare una giusta causa di licenziamento anche quando il lavoratore sostiene di aver agito per scherzo e il comportamento non abbia provocato conseguenze fisiche tali da determinare un'assenza dal lavoro.
È questa la conclusione cui giunge il Tribunale di Asti con la Sentenza 6 luglio 2026 n. 178, che offre un'interessante occasione per tornare sui criteri attraverso i quali deve essere valutata la proporzionalità del licenziamento disciplinare, soprattutto quando la contrattazione collettiva contempla, almeno in prima battuta, una sanzione conservativa per la violazione contestata.
Fatti
Il caso nasce da un episodio verificatosi pochi minuti prima della fine del turno. Secondo la contestazione disciplinare, il dipendente, trovandosi nei pressi della bollatrice insieme ad alcuni colleghi, aveva rivolto a uno di essi la frase «Ti faccio vedere una mossa di Taekwondo», per poi colpirlo due volte.
All'esito del procedimento disciplinare, l'azienda aveva ritenuto la condotta incompatibile con la prosecuzione del rapporto e aveva intimato il licenziamento per giusta causa.
Il lavoratore impugnava il recesso sostenendo, tra l'altro, che l'episodio avesse natura sostanzialmente ...
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Paolo Patrizio
- Avvocato - Professore - Università internazionale della Pace delle Nazioni UniteRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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