La Corte Costituzionale, con la Sentenza 12 maggio 2026 n. 73, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 c. 1097 L. 205/2017 (legge di bilancio 2018) nella parte in cui non prevedeva l'applicazione retroattiva della disciplina più favorevole riguardante l’obbligo del certificato di agibilità dei lavoratori dello spettacolo.
Per le imprese attive nel settore la pronuncia comporterà la conseguente risoluzione delle eventuali pendenze sanzionatorie derivanti da violazioni formali commesse prima del 2017.
Evoluzione dell’obbligo del certificato di agibilità
Storicamente, le imprese dello spettacolo (teatri, emittenti radiotelevisive, alberghi, impianti sportivi, ecc.) avevano l'obbligo di richiedere il certificato di agibilità per tutti i lavoratori impiegati, a prescindere dalla tipologia contrattuale. La violazione di tale obbligo comportava una sanzione amministrativa di euro 129 per ogni lavoratore e per ogni giornata di lavoro prestata.
La già citata legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) ha eliminato tale obbligo per le imprese che impiegano lavoratori subordinati presso locali di loro proprietà o di cui abbiano il godimento, a condizione che il datore di lavoro abbia regolarmente assolto gli obblighi contributivi. L'obbligo è rimasto invece in vigore per i lavoratori autonomi con contratti superiori ai 30 giorni.
Natura "punitiva" delle sanzioni per le imprese
La Corte ha evidenziato in primis come l'impatto economico delle sanzioni legate al certificato di agibilità fosse spesso sproporzionato rispetto alla gravità della violazione: per questo tale sanzione, pur essendo qualificata come "amministrativa", avrebbe avuto natura sostanzialmente penale (punitivo-afflittiva) secondo i criteri della CEDU.
In particolare, la severità deriva dal metodo di calcolo: la l'importo fisso di 129 euro, moltiplicato per ogni lavoratore e per ogni giorno lavorato, senza la previsione di un tetto massimo, può generare importi elevatissimi. Nel caso che ha originato la pronuncia della Corte, una società (R. spa) si era vista infliggere una sanzione di oltre 269.000 euro per violazioni relative a un periodo compreso tra il 1999 e il 2001. Il fatto che si tratti di una violazione meramente formale (spesso con contributi già regolarmente versati) rende tali importi ancora più gravosi per la stabilità finanziaria delle aziende.
Retroattività e annullamento delle ingiunzioni
Il nucleo della sentenza risiede nell'obbligo di applicare la riforma del 2017 (in quanto norma più favorevole, cd. lex mitior) anche alle violazioni commesse precedentemente, purché il giudizio sia ancora in corso (cosiddetti casi sub iudice). Prima di questa pronuncia, le autorità amministrative e parte della giurisprudenza ritenevano che, in assenza di una specifica norma transitoria, le vecchie violazioni dovessero essere sanzionate secondo la legge del tempo (principio di ultrattività).
Con la dichiarazione di illegittimità costituzionale, le imprese dello spettacolo possono ora beneficiare dei seguenti effetti:
La Corte, inoltre, ha riconosciuto che l'obbligo del certificato per i subordinati rappresentava spesso un duplicato della denuncia obbligatoria all'ente previdenziale, anch'essa sanzionata autonomamente.
Lex mitior e ruolo della Corte
La pronuncia ha inoltre chiarito che, in tema di sanzioni amministrative di carattere punitivo-afflittivo, il giudice comune non può applicare direttamente la legge sopravvenuta più favorevole (lex mitior) in assenza di una disciplina transitoria. Egli è invece tenuto a sollevare questione di legittimità costituzionale, così che la Corte possa verificare se la mancata previsione legislativa di retroattività della lex mitior sia compatibile con i parametri costituzionali.
Quotidianopiù è anche
su WhatsApp!
Clicca qui per iscriverti gratis e seguire
tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.
© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.
Vedi anche
Il Messaggio INPS 7 aprile 2026 n. 1213 aggiorna le indicazioni per la compilazione dei flussi UNIEMENS per gli iscritti al Fondo Pensioni per i Lavoratori dello Spet..
Approfondisci con
La richiesta del certificato di agibilità rappresenta l’autorizzazione per lo svolgimento dello spettacolo a cui gli artisti prenderanno parte. La richiesta deve essere fatta per tutte le categorie elencate dalla legge.
Massimiliano Matteucci
- Consulente del lavoro - Nexumstp SpaRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o
contatta il tuo
agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.