Nella riunione del 21 aprile 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della Dir. UE 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, che sostituisce la Dir. 2008/99/CE e la Dir. 2009/123/CE.
L’obiettivo della Dir. UE 2024/1203, il cui recepimento nel diritto nazionale era previsto entro il 21 maggio 2026, è quello di stabilire norme minime in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea per la definizione dei reati ambientali e l’imposizione di sanzioni al fine di proteggere l’ambiente, per garantire una migliore applicazione del diritto ambientale dell’Unione e incrementare l’efficacia della prevenzione e della lotta contro i reati ambientali.
Alla luce dei pareri espressi dalle Commissioni parlamentari competenti, sono state apportate modifiche relativamente al Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale, nell’ambito del quale il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione potrà avvalersi della collaborazione specialistica dell’Arma dei Carabinieri per le indagini ambientali.
La responsabilità per morte o lesioni viene estesa anche ai casi derivanti dal commercio di prodotti inquinanti, non solo all'inquinamento diretto.
In merito alle sanzioni relative alla condotta di gestione non autorizzata di rifiuti (art. 256 D.Lgs. 152/2006), infine, viene introdotta una distinzione punitiva basata sulla pericolosità dei rifiuti stessi, con sanzioni che vanno da una ammenda di 2.000 euro alla reclusione fino a tre anni.
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