Entro il 16 marzo 2026, le società di capitali sono chiamate a regolarizzare il versamento forfettario dovuto per la tenuta e la bollatura dei registri contabili e sociali. La scadenza interessa nello specifico le SPA, le SRL e le SAPA, incluse le società in stato di liquidazione e le società consortili.
A differenza di altri tributi, la tassa di concessione governativa non si calcola sul numero di pagine o registri utilizzati, ma segue una misura fissa determinata dal capitale sociale (o fondo di dotazione) risultante al 1° gennaio 2026.
Le tariffe per l'anno in corso sono:
I libri soggetti all’obbligo
Il versamento copre la vidimazione dei libri sociali obbligatori previsti dall'art. 2421 c.c. (come il libro dei soci, quello delle adunanze assembleari o del consiglio di amministrazione). È importante ricordare che, mentre per questi registri è necessaria la bollatura presso il Registro delle Imprese o un notaio, per il libro giornale e il libro degli inventari la normativa prevede la sola numerazione progressiva delle pagine, senza obbligo di vidimazione preventiva.
Modalità di versamento
Il pagamento deve essere eseguito esclusivamente per via telematica utilizzando il modello F24. Il codice tributo da inserire è il 7085, indicando l'anno di riferimento "2026".
Per le società che intendono effettuare compensazioni o che presentano un modello a saldo zero, è obbligatorio l'utilizzo dei servizi "F24 web" o "F24 online" dell'Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel). Negli altri casi, è possibile procedere anche tramite l'home banking del proprio istituto di credito.
Le società costituite nel corso del 2026 non versano tramite F24. Per il primo anno di attività, il tributo va corrisposto tramite bollettino postale (c/c 6007) prima della presentazione della dichiarazione di inizio attività IVA.
Società di persone e libri digitali
Restano esclusi dal sistema forfettario gli imprenditori individuali e le società di persone (SNC e SAS). Per questi soggetti, la tassa si applica in modo analitico: 67,00 euro ogni 500 pagine (o frazione).
Un'importante specifica, infine, riguarda la tenuta digitale dei registri: secondo i recenti chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate (Risp. AE 42/2025), per i supporti informatici l'imposta deve essere corrisposta ogni 12.500 righe di registrazione.
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