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  • Tempo di lettura 9 min.

L'effettività delle tutele prevenzionistiche passa necessariamente attraverso una sistematica e dinamica attuazione degli obblighi dettati dalla normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma non basta. Perché occorre capire come questi obblighi vengono attuati, se per mero dovere o per convinzione.

Ne scriviamo a un mese dal gravissimo incendio che nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 ha avvolto nelle fiamme il locale Le Constellation di Crans-Montana (Canton Vallese, Svizzera), provocando la morte di 41 persone (ma il dato potrebbe purtroppo peggiorare ancora) e 115 feriti, alcuni in condizioni gravissime.

Senza entrare nel merito di quali e quanti obblighi siano stati violati nel luogo della tragedia (nel rispetto delle operazioni di polizia giudiziaria e delle attività della magistratura inquirente), è possibile ed anzi doveroso muovere da quali insegnamenti trarre da questa ennesima pagina di dolore, per chi è morto sul lavoro quella notte e per i giovani e i giovanissimi che hanno perso la vita mentre cercavano divertimento e leggerezza.

Partendo da qui allora si possono comprendere nella loro essenzialità e importanza le sei fasi indispensabili per dare senso e concretezza alla prevenzione dei rischi e dei pericoli nei luoghi di lavoro, tutti valorizzati dal Legislatore italiano nel D.Lgs. 81/2008.

Diligenza delle figure chiave

Perché, in primo luogo, la sicurezza in qualsiasi ambiente di lavoro può essere realmente garantita soltanto se il datore di lavoro (in prima persona o tramite il consulente per la sicurezza sul lavoro), il responsabile del servizio prevenzione e protezione, il rappresentante dei lavoratori e i preposti – ciascuno nel suo ruolo e nei limiti delle proprie competenze e responsabilità – non tardano ad effettuare sopralluoghi a fronte di novità gestionali (come l'assunzione di un nuovo operaio), organizzative (anche solo l'affidamento in appalto di un servizio), logistiche (come l'acquisizione di un locale da usare come magazzino) o produttive (ad esempio l'avvio di una nuova linea di produzione). Anzitutto bisogna conoscere le caratteristiche delle persone, degli spazi, delle attrezzature, delle macchine, dei processi, dei materiali, dei prodotti.

Organizzazione e verifica degli adempimenti

Ognuna delle figure protagoniste comprimarie del sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro dovrà poi operare attraverso una check-list sempre aggiornata e mai trascurata, relazionandosi costantemente con i lavoratori addetti alle singole fasi in cui si articolano i processi lavorativi aziendali, nessuna esclusa, perché ogni attività umana, per sé stessa considerata, porta intrinsecamente con sé almeno un rischio, derivato dalla esposizione ad almeno un pericolo. In secondo luogo, quindi, è necessario verificare se in quella realtà aziendale sono stati effettuati tutti gli adempimenti che assicurano il lavoro in sicurezza, se ci sono aspetti da implementare, da migliorare oppure da correggere.

Valutazione dei rischi

Terzo passaggio essenziale – conseguente ai primi due – in termini di effettività delle tutele della salute e della sicurezza sul lavoro è dato dalla valutazione dei rischi che deve considerare tutti i rischi lavorativi alla quale la persona che lavora è esposta, allo scopo di conoscerne la gravità e la potenzialità di danno e la probabilità di manifestazione, ma anche per capire se possono essere eliminati oppure ridotti o mitigati, attraverso le misure e i dispositivi di protezione. La terza fase riguarda dunque la necessità di riconoscere i pericoli e stimare tutti i rischi che sono presenti nell'attività lavorativa, peraltro, oltre ogni tecnicalità questa fase deve fare affidamento sulla capacità di captare i rischi che è caratteristica dell'essere umano, laddove preserva e lascia prevalere l'istinto di sopravvivenza.

Informazione dei lavoratori

Consegue poi l'esigenza di garantire a tutti i lavoratori un'adeguata attività di informazione che consenta una accurata illustrazione e una chiara prospettazione dei rischi valutati, affinché possano conoscerli e permettendo ad esse di acquisire le competenze per gestirli al meglio. Assicurando particolare attenzione a tutti coloro che per caratteristiche soggettive (ad esempio: minori, portatori di handicap, donne in gravidanza, stranieri) ovvero per tipologie contrattuali (ad esempio: lavoratori a termine, somministrati, intermittenti) hanno immediato bisogno di conoscenza su realtà di lavoro che possono impattare in modo profondamente differente sull'uno o sull'altro dei dipendenti. Sono le informazioni a permettere ai lavoratori di acquisire le conoscenze sufficienti e necessarie a identificare e gestire i rischi nel proprio ambiente di lavoro.

Corretta ed efficace formazione

La quinta fase attiene al dovere di formazione e addestramento, all'esigenza che il datore di lavoro partendo dalla propria posizione e dal proprio ruolo, passando attraverso ciascuno dei propri collaboratori e dipendenti (dirigenti, preposti, RSPP, ASPP, RLS, addetti primo soccorso, addetti antincendio), assicuri l'attuazione degli obblighi formativi e fornisca tutti gli elementi indispensabili per un corretto e completo addestramento nell'utilizzo di macchine, attrezzature e strumenti di lavoro oltreché nello svolgimento dei processi lavorativi (Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025).

A tutti i soggetti del sistema di prevenzione e protezione devono essere trasferite conoscenze e procedure che permettano di acquisire le competenze necessarie a svolgere in sicurezza i compiti in azienda e a identificare e gestire i rischi, oltre a far apprendere a tutti i lavoratori il modo corretto di utilizzare attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi (compresi i DPI, quelli di protezione individuale) e di attuare le procedure di lavoro.

Sorveglianza sanitaria

Infine, la sesta delle fasi necessarie per l'effettività delle tutele prevenzionistiche è data dalla attuazione della sorveglianza sanitaria, vale a dire dalla nomina del medico competente e dalla effettuazione di tutti i controlli preventivi e periodici, che consentono di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori attraverso il giudizio di idoneità alla mansione. La verifica dello stato di salute dei lavoratori esposti ad alcune tipologie di rischi è essenziale al fine di assicurare che il lavoro possa continuare ad essere svolto in sicurezza.

Imparare dagli errori

La tragedia del Le Constellation di Crans- Montana, dunque, ci obbliga – sul piano della coscienza prima ancora che su quello del diritto – a ragionare su che cosa richiede una azione responsabile dei datori di lavoro.

L'incendio sembra essersi sviluppato per l'utilizzo all'interno del locale di effetti pirotecnici (candele scintillanti) alzati verso il soffitto durante i festeggiamenti, che avrebbero lambito materiali altamente infiammabili lì collocati, con uno sviluppo rapido delle fiamme, con una dinamica tipica degli incendi in ambienti chiusi caratterizzata dal fenomeno del “flashover” consistente nel passaggio velocissimo da un incendio localizzato a una combustione generalizzata, spingendo le temperature a valori estremi e rendendo l'ambiente letale anche per i non ustionati.

La dinamica dell'incendio evidenzia gravi criticità strutturali e organizzative nel locale, ma le prime cinque fasi della dinamica prevenzionistica, sopra sintetizzate, avrebbero consentito, se correttamente attuate, di limitare, se non eliminare del tutto, i danni.

Se fossero stati attuati regolarmente sopralluogo, checklist e valutazione dei rischi non si sarebbe registrato l'uso di materiali e rivestimenti altamente infiammabili, non sarebbero stati impiegati effetti pirotecnici in ambienti chiusi e le vie di fuga sarebbero state adeguate e in numero sufficiente.

Se i lavoratori e gli addetti alla sicurezza del locale fossero stati adeguatamente informati, formati e addestrati sarebbero intervenuti a estinguere l'incendio localizzato con i presidi immediatamente disponibili, carichi e funzionanti.

Che questa ennesima tragedia possa essere, dunque, un monito per il presente e per il futuro rispetto all'atteggiamento culturale proattivo che l'attuazione degli obblighi prevenzionistici richiede.

Le considerazioni contenute nel presente contributo sono frutto esclusivo del pensiero dell'Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l'Amministrazione di appartenenza.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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