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Il Testo Unico IVA (DLgs 10/2026), pubblicato in Gazzetta Ufficiale 30 gennaio 2026 n. 24, si presenta come un codice moderno, suddiviso in 4 Titoli principali, progettato per essere lo strumento di riferimento unico per la disciplina del presupposto, della territorialità e delle aliquote.

L'obiettivo primario è superare l'instabilità normativa derivante dal vecchio DPR 633/1972 e dal DL 331/1993. Il nuovo Testo Unico abroga le disposizioni obsolete e raccoglie in un unico corpo legislativo decenni di interventi sparsi (Leggi di Bilancio, decreti d'urgenza e norme settoriali), offrendo finalmente certezza del diritto a professionisti e imprese.

Una novità metodologica cruciale è la distinzione tra la natura dell'imposta e la sua gestione burocratica. Il Testo Unico IVA si occupa solo del "cosa" viene tassato. Tutto ciò che riguarda il "come" (fatturazione, dichiarazioni, accertamenti e rimborsi) è stato spostato in altri Testi Unici specifici dedicati agli “adempimenti” e alla “riscossione”.

Una rivoluzione attesa dal 1972 

L'attuale sistema dell'IVA in Italia poggia su basi normative che risalgono a più di cinquant'anni fa. Il fulcro è sempre stato il DPR 633/1972, a cui si è aggiunto, nel 1993, il Decreto-legge per la disciplina delle operazioni intraunionali. Tuttavia, nel corso dei decenni, la materia è stata oggetto di innumerevoli interventi normativi "eterogenei", inseriti in Leggi di Bilancio, decreti d'urgenza e provvedimenti settoriali, creando una frammentazione delle fonti che ha reso la vita difficile a contribuenti e professionisti.

Il Testo Unico mira a risolvere questo caos attraverso una "ricognizione della normativa vigente" e una sistematica "abrogazione delle disposizioni superate".

La nuova struttura del Testo Unico

L'architettura del Testo Unico riflette una logica di semplificazione e settorialità. Il Titolo I è dedicato alle "Disposizioni generali" e raccoglie in 11 capi tutto ciò che concerne l'oggetto dell'imposta, l'esigibilità, la territorialità e le detrazioni. Particolare attenzione è stata data al riordino delle esenzioni (Capo V) e delle aliquote (Capo VIII), dove sono state integrate anche le disposizioni interpretative che si sono succedute nel tempo.

Il Titolo II recepisce integralmente la disciplina sul "Gruppo IVA", istituto introdotto nel 2016 e fondamentale per le aggregazioni di imprese. Il Titolo III è invece il contenitore dei "Regimi speciali", che spaziano dall'agricoltura all'editoria, dai regimi per i beni usati fino ai moderni sistemi One Stop Shop (OSS) e Import One Stop Shop (IOSS) per l'e-commerce internazionale. Infine, il Titolo IV gestisce il coordinamento finale e l'elenco massiccio di abrogazioni necessarie per "pulire" l'ordinamento.

Separazione tra sostanza e adempimenti

Una delle novità metodologiche più rilevanti riguarda la fuoriuscita dal Testo Unico IVA di tutto ciò che non riguarda strettamente la natura dell'imposta. Per garantire omogeneità ai futuri Codici, le norme su fatturazione, registrazione, dichiarazioni IVA, liquidazioni e accertamenti sono state collocate nel "Testo Unico adempimenti e accertamento". Allo stesso modo, le procedure di rimborso e i meccanismi di versamento confluiscono nel "Testo Unico versamenti e riscossione". Questa scelta tecnica punta a creare una separazione netta tra il "cosa" si tassa e il "come" lo si dichiara o lo si paga.

Coordinamento con il diritto dell'Unione Europea

La proposta non è solo un'operazione nazionale. Il Testo Unico è stato redatto per essere pienamente coerente con la Direttiva 2006/112/UE, che rappresenta la "costituzione" europea dell'IVA. Le definizioni di operazioni intraunionali, importazioni ed esportazioni sono state armonizzate per evitare conflitti con la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE. Ad esempio, nel Capo I del Titolo I sono state integrate definizioni fondamentali per il commercio transfrontaliero, rendendo immediata l'individuazione del presupposto territoriale.

Dalle aliquote agevolate ai regimi di cassa

Il lavoro di compilazione ha permesso di cristallizzare norme spesso disperse. È il caso delle aliquote agevolate per prodotti specifici come i giornali e i libri (identificati dai codici ISBN/ISSN), ora chiaramente disciplinate nell'Allegato al Testo Unico che riprende le storiche Tabelle A, B e C del DPR 633/1972. Anche la disciplina dell'IVA per cassa (per contribuenti sotto i 2 milioni di euro di volume d'affari) trova una sua collocazione definita, confermando il differimento dell'esigibilità al momento del pagamento effettivo.

Fonte: DLgs 10/2026 (GU 30 gennaio 2026 n. 24)

Allegato DLgs. 10/2026

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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