
sabato 03/01/2026 • 06:00
Il diritto al risarcimento del danno da diffamazione a mezzo internet è soggetto alla prescrizione civile ex art. 2947 c.c. Gli atti interruttivi della prescrizione penale non producono effetti sull'azione risarcitoria esercitata in sede civile, in ragione dell'autonomia tra illecito civile e penale. Così si è espressa la Cassazione con l'ordinanza 27 dicembre 2025 n. 34225 .
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Premessa
Con l'ordinanza n. 34225 del 27 dicembre 2025 la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi su un tema di grande rilevanza sistematica e applicativa: la prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito qualificabile come reato, con specifico riferimento alla diffamazione a mezzo internet e alla pretesa efficacia interruttiva, in sede civile, degli atti compiuti nel procedimento penale.
La controversia trae origine dalla pubblicazione, nel 2011, di un articolo su un blog, contenente la fotografia dell'attore, utilizzata – secondo la prospettazione di quest'ultimo – in modo decontestualizzato e diffamatorio. L'azione risarcitoria veniva tuttavia introdotta solo nel 2018.
Nel frattempo, l'attore aveva promosso iniziative in sede penale, culminate in un procedimento conclusosi con decreto di archiviazione del G.I.P. del Tribunale di Roma in data 3 ottobre 2014, a seguito di opposizione all'archiviazione da parte della persona offesa.
Il Tribunale di Milano e, successivamente, la Corte d'appello di Milano dichiaravano prescritta l'azione risarcitoria, ritenendo decorso il termine quinquennale ex art. 2947 c.c., e dichiaravano cessata la materia del contendere quanto alla domanda inibitoria, per mancanza di prova della persistente visibilità della fot...
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