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  • CONGRESSO NAZIONALE CNDCEC 2025
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Il ruolo del professionista come ausiliario del giudice e negli strumenti alternativi di gestione delle controversie è la tematica affrontata in und dei workshop tematici del Congresso nazionale CNDCEC 2025, che pone al centro del dibattito il professionista iscritto all'Albo nella sua veste di ausiliario del giudice e di parte attiva nella gestione degli strumenti alternativi per la soluzione delle controversie.

Il tema, più di quanto fosse nel passato, è oggi particolarmente attuale, considerate le due importanti novelle legislative che di recente hanno rimodulato l'intervento e il ruolo dei professionisti nella crisi di impresa e nel processo civile. Da un lato il D.Lgs. 149/2022 che ha attuato la c.d. Riforma Cartabia e, dall'altro lato, il D.Lgs. 14/2019, meglio noto come Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, infatti, hanno attribuito senza alcun dubbio nuovi e importanti ruoli ai professionisti iscritti al nostro albo che vedono riconosciute in molteplici occasioni le proprie competenze tecniche specialistiche. E allora il legislatore ha ritenuto imprescindibile rafforzare il vincolo di collaborazione che lega l'ausiliario al giudice che lo ha nominato prevendendo, in alcuni casi, sensibili estensioni dei poteri del professionista (si pensi al custode dei beni pignorati che vede notevolmente ampliate le proprie attribuzioni all'interno del processo esecutivo), e individuando percorsi formativi ad hoc che mirano a realizzare l'obiettivo di “plasmare” il fiduciario del giudice anche con riferimento alle competenze tecniche dallo stesso spendibili.

In questa prospettiva, si è intervenuti nello schematizzare la specifica competenza tecnica del CTU, individuando nuovi settori di specializzazione raggruppati per categorie; con riguardo agli ausiliari del giudice dell'esecuzione, vale a dire al delegato alle vendite e al custode si è istituzionalizzato un nuovo e impegnativo percorso formativo per l'iscrizione e il mantenimento dell'iscrizione iscrizione nell'elenco di cu all'art. 179-ter disp. att. c.p.c.

Volgendo l'attenzione al settore della crisi di impresa, molteplici sono gli istituti che riconoscono al professionista una funzione strategica nella individuazione della strategia del risanamento e per la gestione della crisi. Oltre al tradizionale ruolo di pubblico ufficiale svolto come curatore, commissario e liquidatore, infatti, ritroviamo il professionista nelle differenti vesti di professionista indipendente incaricato dal debitore di attestare piani di risanamento, di esperto nella composizione negoziata facilitatore delle trattative tra l'impresa, creditori e altre parti interessate al risanamento, di ausiliario nominato dal giudice ai sensi del codice di rito, sempre necessario nel concordato semplificato, di gestore della crisi da sovraindebitamento quale longa manus dell'OCC.

Si è accennato alla circostanza che, contestualmente alla rinnovata fiducia mostrata nelle competenze del professionista iscritto al nostro albo e nella prospettiva di potenziare l'efficienza dei procedimenti, la comune linea di indirizzo politico delle recenti novelle si è incentrata sull'esigenza di creare elenchi e albi specialistici, in cui i professionisti devono necessariamente iscriversi per l'assunzione degli incarichi che stiamo esaminando, dopo lo svolgimento di percorsi formativi organizzati dagli Ordini attenendosi ai programmi della Scuola Superiore della magistratura.

Con la Riforma Cartabia è stata disciplinato l'elenco nazionale dei consulenti tecnici e istituito, presso ogni tribunale, l'elenco dei professionisti che provvedono alle operazioni di vendita e dei custodi tenuto presso ogni tribunale dal presidente e formato da un apposito comitato; nel Codice della crisi, poi, sono stati ospitati l'elenco dei gestori di cui all'art. 356 tenuto presso il Ministero della giustizia, l'elenco degli esperti indipendenti facilitatori delle trattative nella composizione negoziata, di cui all'art. 13, tenuto presso le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura ed è richiamato l'elenco dei gestori della crisi da sovraindebitamento disciplinato nel DM 202/2014 e tenuto presso il Ministero della giustizia. Tutto ciò nella diffusa convinzione che nell'affidamento degli incarichi occorra favorire, oltre a specializzazione ed esperienza, criteri di equa distribuzione tra gli iscritti negli elenchi, privilegiando al contempo rotazione e trasparenza nelle nomine. Le prassi daranno evidenza se i protocolli impiegati nei tribunali sapranno assicurare il rispetto dei predetti criteri, attingendo per le nomine dagli elenchi generali.

Esaminati dunque i rapporti tra ausiliari e giudice, la restante parte del workshop è dedicata al ruolo svolto dal professionista negli strumenti deflativi del contenzioso civile, soffermandosi, a grandi linee, sull'attività dei professionisti nelle c.d. ADR (Alternative Dispute Resolutions) che hanno come obiettivo di far pervenire le parti litiganti a un accordo capace di lasciarle entrambe soddisfatte grazi alla gestione ponderata e consapevole del negoziato, cioè delle trattative che progressivamente dipanano il conflitto e lo rendono sempre meno accentuato, portata avanti da un professionista specializzato, come è il mediatore o l'arbitro. 

La normativa sulla mediazione

La normativa sulla mediazione è stata oggetto da parte del Consiglio nazionale di costante attenzione indirizzata, tra l'altro, a estendere l'ambito applicativo dell'istituto, per realizzare il raggiungimento degli obiettivi del PNRR in tema di giustizia che prevedono una riduzione del 40% del tempo medio di durata dei processi entro il mese di giugno 2026 e una diminuzione del 90%de processi civili pendenti entro la stessa data. Le nostre proposte si pongono l'obiettivo di estendere il tentativo obbligatorio di mediazione anche a controversie che per ora ne restano escluse. Con specifico riguardo all'arbitrato, poi, non può essere sottaciuta la circostanza che tra le “domestiche” ADR l'arbitrato è il procedimento che consente alle parti di risolvere controversie relative a diritti disponibili affidando la decisione a uno o più arbitri che si sostituiscono effettivamente al giudice ordinario, pronunciando dopo un articolato procedimento arbitrale (rituale) disciplinato nel codice di procedura civile un lodo che produce gli effetti della sentenza pronunciata dall'autorità giudiziaria. Nel campo del diritto d'impresa, poi, l'arbitrato rappresenta una risposta flessibile, adatta alle esigenze delle parti, rapida ed efficace per dirimere le controversie commerciali, contribuendo così al buon funzionamento dell'intero sistema giustizia in Italia, la cui efficienza è una condizione imprescindibile per garantire stabilità economica al Paese e per attirare investimenti stranieri.

Per tali motivi, è opinione del Consiglio Nazionale che la materia dell'arbitrato deve essere approfondita e monitorata nella sua evoluzione con particolare attenzione dagli iscritti al nostro Albo che vantano adeguate competenze e adeguata professionalità per poter essere nominati arbitri, in particolar modo quando si tratti di controversie attinenti al diritto di impresa, alle materie economiche, finanziarie, tributarie, societarie ed amministrative.

L'attenzione che il nostro Consiglio Nazionale riserva al giudizio arbitrale muove dalla volontà di orientare la collettività verso metodi di risoluzione delle controversie più rapidi ed efficienti, nonché efficaci, rispetto alle ordinarie vie giudiziarie e di avvicinare alla materia gli iscritti all'Albo. Una azione proattiva e coordinata con le altre professioni e le istituzioni può sicuramente favorire una più ampia diffusione dell'istituto, nell'interesse dei cittadini e delle imprese e favorire la formazione di professionisti altamente specializzati. 

Lefebvre Giuffrè è presente al Congresso Nazionale CNDCEC, dal 22-24 ottobre a Genova.

Ti aspettiamo allo Stand n. 8 per scoprire insieme le nuove soluzioni per i professionisti fiscali.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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