Il Consiglio dell'UE ha raggiunto un accordo politico su una nuova direttiva che apre la strada all'introduzione di un certificato fiscale elettronico per le esenzioni IVA. La direttiva prevederà un certificato elettronico per sostituire l'attuale certificato cartaceo utilizzato quando i beni sono esenti da IVA. In un periodo transitorio gli Stati membri potranno utilizzare sia la versione elettronica che quella cartacea. Gli Stati membri hanno apportato una serie di modifiche alla proposta iniziale della Commissione. In particolare, hanno limitato l'ambito dell'uso obbligatorio del certificato elettronico di esenzione IVA alle situazioni in cui sono coinvolti due Stati membri e l'esenzione non è concessa tramite rimborso. Il Consiglio ha inoltre aggiunto alla direttiva una serie di elementi chiave del futuro certificato elettronico di cui la Commissione terrà conto quando ne progetta il formato, nel testo della direttiva. Inoltre, il Consiglio ha ridotto il periodo di transizione, originariamente previsto per durare 4 anni (2026-2030), a solo 1 anno (2031-2032). Gli accordi saranno ora sottoposti a verifica tecnica e linguistica prima di essere presentati al Consiglio UE per l'adozione formale. I testi saranno poi pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entreranno in vigore.
Si ricorda che l'8 luglio 2024, la Commissione UE ha pubblicato due proposte con l'obiettivo di sostituire l'attuale certificato di esenzione IVA cartaceo con un certificato di esenzione IVA elettronico:
La proposta di modifica della direttiva IVA crea le condizioni giuridiche per lo sviluppo del certificato elettronico da parte della Commissione mediante misure di esecuzione, mentre la proposta di modifica del regolamento di esecuzione prevede l'uso alternativo di certificati sia cartacei che elettronici durante una fase di transizione.
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