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La Risp. AE 28 ottobre 2026 n. 194 riguarda un piano globale di azionariato diffuso che prevede l’assegnazione annuale e gratuita di azioni di una società del gruppo ai dipendenti di Alfa Italia S.p.A. che è parte di un gruppo multinazionale del settore distribuzione materiale elettrico.

Il piano prevede che siano idonei/eleggibili i dipendenti: ­ 

  • con almeno 3 anni di anzianità di servizio, alla data di delibera del piano stesso; ­ 
  • che non abbiano dato preavviso di dimissioni, alla data di delibera; ­
  • che non appartengano ai livelli massimi apicali del Gruppo (Presidente e massimi livelli operativi, pari allo 0,35% dei dipendenti), che hanno già piani incentivanti diversi.

Il contribuente chiede se, alla luce di tali limiti, l’offerta possa considerarsi rivolta alla “generalità dei dipendenti” ai fini dell’esenzione prevista dall’art. 51 c. 2 lett. g) TUIR, entro la soglia di 2.065,83 euro annui, e del correlato comma 2‑bis.  

Nel caso esaminato dalle Entrate, la platea copre circa l’85% dei dipendenti, senza distinzioni per ruolo, mansione, livello, tipo di contratto o performance individuale, e con identico numero di azioni per ciascun beneficiario.

L’anzianità minima è ritenuta funzionale a garantire un effettivo inserimento in azienda, mentre l’esclusione di pochi top manager è giustificata dall’esistenza di altri piani e non altera la natura “diffusa” dell’iniziativa.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, infine, il piano può beneficiare del regime di non imponibilità ex art. 51 c. 2 lett. g) TUIR, considerandolo rivolto alla generalità o a categorie di dipendenti, purché siano rispettate anche le ulteriori condizioni normative (limite di valore annuo ed holding period triennale delle azioni).

Fonte: Risp. AE 28 ottobre 2026 n. 194

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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