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Il DL 177/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026, introduce un pacchetto di misure urgenti per rafforzare gli strumenti di tutela ambientale, affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici, sostenere l’economia circolare e accelerare le bonifiche, con particolare attenzione alla “Terra dei fuochi”.

Il decreto interviene innanzitutto sulle istruttorie ambientali previste dal D.Lgs. 152/2006, potenziando la fase di valutazione e verifica dei progetti. Vengono aggiornate le norme sui diritti di istruttoria e si stanziano 500.000 euro per il 2027 per rafforzare, anche sotto il profilo sanitario, le attività del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica in sede di rinnovo e riesame delle autorizzazioni integrate ambientali di competenza statale.

Sul fronte della gestione degli effetti del cambiamento climatico, il decreto istituisce presso il Ministero dell’ambiente il “Fondo investimenti per la gestione di eventi imprevedibili correlati all’ambiente e al clima”, con una dotazione di 11 milioni di euro annui dal 2027. Le risorse saranno destinate ai comuni per finanziare interventi non emergenziali ma urgenti, legati a crisi del ciclo dei rifiuti, conservazione della flora e fauna autoctone, deterioramento ecologico delle acque.

Per la mitigazione del rischio idrogeologico, il testo interviene sul decreto “Sblocca Italia” del 2014, consentendo di imputare ai quadri economici degli interventi, entro il limite del 2% dei finanziamenti, gli oneri per l’assistenza tecnico-specialistica a supporto dei commissari di Governo, così da accelerare la messa a bando e la realizzazione delle opere.

Un capitolo rilevante riguarda l’economia circolare e la gestione dei rifiuti. Nel sistema di responsabilità estesa del produttore vengono introdotti obblighi di trasparenza, regole di governance e meccanismi di prevenzione dei conflitti di interesse negli organi di amministrazione delle organizzazioni e dei consorzi, con specifici doveri di astensione per i rappresentanti di imprese che operano nella raccolta, selezione, recupero o riciclaggio.

Il decreto detta inoltre una disciplina speciale per le terre e rocce da scavo qualificate come rifiuto, innalzando i limiti quantitativi di deposito per alcuni codici EER e semplificando, in presenza di piccoli cantieri, il riutilizzo diretto nel sito di produzione, salvo i casi più critici o con potenziali contaminazioni.

Sul versante della tracciabilità dei materiali, i produttori di bottiglie in plastica per bevande dovranno comunicare annualmente al CONAI i quantitativi immessi sul mercato e la quota di plastica riciclata contenuta, distinguendo l’origine UE o extra-UE; i dati confluiranno nelle comunicazioni nazionali ed europee sui target di riciclo.

In materia di bonifiche, il decreto interviene sui poteri delle province e delle regioni, fissando un termine di 150 giorni per l’adozione dell’ordinanza di intervento nei confronti dei responsabili dell’inquinamento e prevedendo un meccanismo sostitutivo regionale, con supporto tecnico del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, in caso di inerzia.

Un focus è dedicato alla “Terra dei fuochi”: fino a 200 milioni di euro delle risorse già disponibili presso la Presidenza del Consiglio sono destinati a interventi di risanamento e bonifica affidati al Commissario unico, cui affluisce una contabilità speciale dedicata. Il fondo viene incrementato con ulteriori 10 milioni per il 2026, 10,9 milioni per il 2027 e 9,7 milioni annui dal 2028 al 2030, mentre 1 milione l’anno dal 2027 al 2030 coprirà il funzionamento della struttura commissariale.

Fonte: DL 177/2026 (GU 8 ottobre 2026 n. 234)

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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