Sfide nuove richiedono strumenti nuovi
Il quadro normativo che disciplina gli scambi internazionali è destinato a cambiare volto con la riforma più ambiziosa e completa dell’unione doganale europea dalla sua istituzione, nel 1968. Il commercio internazionale, inoltre, sta attraversando una fase di profonda trasformazione. L’aumento delle tensioni geopolitiche, dei dazi, delle restrizioni all’export e degli strumenti di politica commerciale sta modificando la geografia e le regole degli scambi mondiali.
Questi saranno alcuni dei temi approfonditi durante la quarta edizione del Forum, organizzato da ARcom Formazione, centro studi d’eccellenza ed ente accreditato per la Formazione Superiore, e di cui l’avv. Sara Armella è direttore scientifico. Con Lefebvre Giuffrè come partner, l’evento si propone come luogo di confronto di alto profilo tra istituzioni, imprese, professionisti e mondo accademico sui grandi temi del commercio internazionale: la geopolitica, l’evoluzione dell’unione doganale e l’andamento dell’export nel nostro Paese.
La moderazione dell’evento sarà affidata a Mariangela Pira, giornalista e conduttrice di Sky TG24. Ad aprire i lavori, il contributo della Direttrice generale del WTO, Ngozi Okonjo-Iweala. Tra le figure istituzionali interverranno Maroš Šefčovič, Commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, e Matilde Siracusano, Sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento.
Il Forum – format originale depositato presso la SIAE – è patrocinato dalla Commissione Europea e dalla Regione Lombardia.
Nuove rotte economiche tra Accordi di libero scambio e misure di politica commerciale
La chiusura dello stretto di Hormuz – chokepoint cruciale da cui, prima del conflitto, transitavano circa il 25% delle petroliere in circolazione nel mondo e il 20% del fabbisogno mondiale di petrolio – la strategia aggressiva di politica commerciale dell’Amministrazione Trump e il perdurare del conflitto russo-ucraino stanno mettendo a dura prova le alleanze economiche dell’Unione europea. Sullo sfondo, la Cina guida la transizione energetica, forte del primato globale nell’estrazione e nella lavorazione delle terre rare.
A decifrare i nuovi equilibri sarà Dario Fabbri, direttore della rivista Domino, con un intervento dal titolo: “Dazi, un anno dopo”.
Eppure, la crescita del commercio globale non si arresta. Secondo l’UNCTAD, nel primo semestre del 2026 il commercio mondiale di beni ha raggiunto circa 13.700 miliardi di dollari, il 12,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre quello dei servizi è cresciuto del 10,5%. Nel complesso, gli scambi globali sono aumentati di circa 2.000 miliardi di dollari nei primi mesi dell’anno e si avviano verso un nuovo record annuale: a guidare la crescita dell’interscambio internazionale è l’Asia.
Protezionismo, tensioni geopolitiche e crisi del multilateralismo saranno al centro del panel “Dazi e potere: la nuova geografia della competizione globale”, con Stephen Benedict Hickey, Ambasciatore del Regno Unito in Italia, gli eurodeputati Brando Benifei e Carlo Fidanza, Giorgio Sacerdoti, Professore Emerito di Diritto Internazionale dell’Università Bocconi, Laura Travaglini, Consigliera senior per la Politica Commerciale e gli Affari Internazionali di Confindustria, Barbara Beltrame Giacomello, già vice-Presidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione, e Maurizio Conti, Professore Ordinario di Economia politica all’Università di Genova.
La chiusura di alcuni mercati ha aperto nuove rotte commerciali e nuovi accordi di partenariato. L’Unione europea è il principale esempio di integrazione economica avanzata e vanta la più vasta rete di accordi di libero scambio al mondo: 45 intese che assicurano un accesso preferenziale a 84 Paesi e coprono il 46,1% del commercio extra-UE.
Crescita e opportunità per l’Italia
L’Italia trae particolare beneficio dagli accordi commerciali, grazie a un tessuto produttivo caratterizzato da un’ampia presenza di piccole e medie imprese con forte propensione all’export. Oltre a ridurre le barriere tariffarie e non tariffarie, gli Accordi di libero scambio, come quello recentemente concluso con i Paesi del Mercosur, semplificano l’accesso ai mercati esteri grazie a una maggiore armonizzazione degli standard tecnici dei prodotti, a procedure più rapide e a strumenti semplificativi dedicati alle PMI.
Nel 2026, un nuovo record per l’export italiano. L’Italia è il quarto esportatore mondiale e l’undicesimo Paese per importazioni. Secondo i dati del MAECI, nei primi sette mesi dell’anno l’export ha registrato un +4,6% in valore e un +0,7% in volume, raggiungendo circa 402 miliardi di euro; le stime indicano una crescita reale delle esportazioni di beni e servizi dell’1,5% nel 2026 e del 2,1% nel 2027. A trainare sono la farmaceutica (+28,5%), i mezzi di trasporto esclusi gli autoveicoli (+11,6%), i metalli di base e prodotti in metallo (+9,8%) e l’alimentare, bevande e tabacco (+4,3%).
Questi saranno i temi affrontati durante il panel “La nuova mappa del commercio mondiale: dove si spostano mercati e opportunità”, con gli interventi di Sara Armella, Managing Partner dello Studio Legale Armella & Associati, Maurizio Lupi, Deputato e già Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Alessio Elia, Customs Compliance Manager di Stellantis Spa, Diego Gulli, Socio Fondatore di Lovrén, Marco Cutaia, Direttore della Direzione territoriale ADM Lombardia, Fabrizio Marrella, Professore ordinario di diritto internazionale e diritto dell’Unione europea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Massimiliano Mercurio, Amministratore unico di Hermes V&C.
Il Forum, pertanto, si conferma un momento di confronto su temi di importanza primaria per le imprese: prospettive di crescita e posizionamento, diversificazione dei mercati, opportunità per il Made in Italy e trasformazione delle catene globali del valore.
Nuovo Codice doganale: evoluzione tecnologica, strumenti di compliance e sanzioni
Digitalizzazione, EU Customs Data Hub, gestione del rischio e intelligenza artificiale saranno al centro della tavola rotonda “La frontiera intelligente: il futuro della dogana europea”. Il nuovo Codice doganale dell’Unione (Reg. UE 2108/2026), infatti, potenzia la gestione dei rischi doganali, finanziari e non, con una visione integrata dell’intera catena di approvvigionamento e la centralizzazione a livello UE dell’analisi e della gestione dei dati. A tal fine è prevista l’istituzione di un’Autorità doganale europea (EUCA), che opererà attraverso un sistema informatico centralizzato, il Customs Data Hub.
Al panel prenderanno parte Claudio Oliviero, Direttore della Direzione Dogane dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Stefano Comisi, Partner dello Studio Legale Armella & Associati, Renato Antonini, Managing Partner e Responsabile Global Regulatory di Hogan Lovells Cadwalader, Dario Fabbri, Floriana Benedan, Direttrice Dogane di DHL Express Italy, Bruna Romano, Direttrice della Conformità Commerciale di SHEIN, Domenico De Crescenzo, Presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali, e Carlo De Ruvo, Presidente Confetra.
Accanto alla certificazione di Operatore economico autorizzato (AEO), operativa dal 2008, nasce la figura del Trust and Check trader (T&C): due strumenti alternativi per valorizzare la compliance delle imprese nei rapporti con l’Agenzia delle Dogane. Al primo tavolo di confronto sul tema si alterneranno Antonella Bianchi, Dirigente Ufficio Controlli Direzione Dogane dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Domenico De Crescenzo, Presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali, Tatiana Salvi, Senior Associate dello Studio Legale Armella & Associati, Francesco Scazzola, Customs & Trade Manager di Valentino spa, Marina Zanga, Formatore senior per ARcom Formazione, Doris Vata, Customs compliance specialist per Diadora Spa, Gianluca Menghi, Spedizioniere Doganale, e Marica Mestieri, Consigliera del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali, che analizzeranno gli sviluppi in corso e le prospettive future dei due istituti.
Sul fronte sanzionatorio, la nuova disciplina impone un livello minimo di armonizzazione tra gli Stati membri attraverso un “micro-sistema” di sei disposizioni, con effetti diretti sugli ordinamenti nazionali: i legislatori saranno chiamati a rivedere la disciplina adottata in vigenza dell’attuale Codice doganale per uniformarsi alle nuove prescrizioni unionali. Ne discuteranno, in contemporanea, al tavolo di lavoro “Divieti e sanzioni: gestire il rischio nei mercati globali” l’avv. Stefano Comisi, Giuliano Ceccardi, Tesoriere del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali e Consulente Doganale, Mirko Costantino, General Manager di Aerospace Materials Management Srl (AMM), Umberto Doni Giannini, Amministratore Delegato Giardini di Toscana, Samuela Mestieri, Doganalista, e Alessandro Cestaro, Responsabile globale Dogane e Conformità Commerciale.
A chiudere la giornata, il panel “Imprese e istituzioni: proposte per il commercio di domani”, che tirerà le fila di panel e tavoli di lavoro, e l’intervento conclusivo di Sara Armella sul futuro del commercio internazionale: sfide, opportunità e prospettive.
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