Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 6 ottobre 2026 della L. 173/2026 è stato convertito il DL 143/2026 che introduce nel nostro ordinamento l’obbligo di compostabilità per determinate tipologie di imballaggi, collocandosi nel quadro europeo delineato dal Reg. UE 2025/40 (PPWR) sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. La legge è in vigore dal 7 ottobre 2026.
Al centro della disciplina vi è la progressiva sostituzione di alcuni imballaggi tradizionali con soluzioni certificate biodegradabili e compostabili, in coerenza con gli standard europei e con l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili, soprattutto nel comparto degli imballaggi leggeri e monouso.
In sede di conversione è stato chiarito che la certificazione di conformità ai requisiti di compostabilità deve provenire da organismi accreditati, rafforzando così l’affidabilità delle attestazioni poste alla base della commercializzazione dei prodotti.
Iia transitoria e nelle more degli orientamenti della Commissione europea, è sospesa l’applicazione degli obblighi di compostabilità per una serie puntuale di prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati e per erbe aromatiche fresche, funghi coltivati e prodotti di IV gamma pronti al consumo, settori nei quali la funzione protettiva dell’imballaggio e le esigenze di shelf-life e sicurezza alimentare richiedono un adeguamento graduale alle nuove soluzioni compostabili.
Sul piano delle responsabilità, la legge interviene anche sul nuovo art. 4-quinquies, precisando il regime sanzionatorio: resta ferma la sanzione amministrativa pecuniaria già prevista e la competenza all’applicazione secondo le regole della L. 689/81, ma si esclude l’applicazione della sanzione all’operatore economico che dimostri di avere acquisito gli imballaggi sulla base di idonea documentazione del fabbricante, dell’importatore o del distributore attestante la conformità ai requisiti dell’art. 226-quinquies, salvo che fosse a conoscenza della non conformità o che questa fosse evidente. La norma mira così a concentrare la responsabilità sui soggetti a monte della filiera e a incentivare la tracciabilità documentale delle caratteristiche ambientali degli imballaggi, accompagnando l’adeguamento di imprese e operatori a un nuovo quadro regolatorio improntato alla circolarità dei materiali.

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Fonte: L. 173/2026 (GU 6 ottobre 2026 n. 232)
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