Con 178 voti favorevoli, 57 contrari e 79 astenuti, l’aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto imballaggi, le cui misure sono in vigore dall’8 agosto e prevedono il rispetto di rigorosi criteri di biodegradabilità e compostabilità per l’immissione sul mercato di alcuni specifici imballaggi di plastica monouso.
Il decreto rende più stringenti le condizioni per l’ingresso sul mercato nazionale degli imballaggi in plastica monouso, che dovranno rispettare i formati e gli utilizzi consentiti dal nuovo regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Reg. UE 2025/40 c.d. PPWR) ma anche essere certificati come biodegradabili e compostabili da organismi accreditati secondo gli standard tecnici europei.
Campo di applicazione
I nuovi requisiti dovranno essere rispettati dagli imballaggi di plastica monouso utilizzati per i prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati di peso inferiore a 1,5 chilogrammi, dagli imballaggi che contengono alimenti e bevande riempiti e destinati al consumo nei locali del settore alberghiero, della ristorazione e del catering.
Nel comparto Horeca rientrano anche gli imballaggi per porzioni individuali di condimenti, come conserve, salse, panna da caffè e zucchero, tradizionalmente distribuiti in bustine o piccoli contenitori di plastica monouso.
Il decreto interviene inoltre sugli imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene utilizzati nel settore dell’accoglienza di turisti e viaggiatori, come shampoo, bagnoschiuma e altri articoli forniti in formato monodose nelle camere d’albergo.
Eccezioni
Restano esclusi dall’obbligo di biodegradabilità e compostabilità gli imballaggi forniti insieme ad alimenti pronti da asporto destinati al consumo immediato senza ulteriori preparazioni, così come quelli necessari a garantire adeguati livelli di sicurezza e igiene in strutture sensibili, quali ospedali, cliniche e residenze sanitarie assistenziali.
Sanzioni
Il legislatore ha rinviato al 1° gennaio 2030 l’entrata in vigore delle sanzioni amministrative per chi non si adegua. Da quella data, le violazioni delle nuove regole saranno punite con multe comprese tra 2.500 e 25.000 euro, applicabili anche nei casi in cui vengano utilizzate dichiarazioni di conformità, etichette o altre diciture ingannevoli o elusive rispetto ai requisiti fissati dalla legge.

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