La razionalizzazione del calendario fiscale è una richiesta che da sempre i Consulenti del Lavoro formulano al Governo. In tale direzione è stata proposta la suddivisione della presentazione della dichiarazione dei redditi.
L’ipotesi prevede due invii, distribuendo così il lavoro fiscale su un periodo più ampio:
La Fondazione studi Consulenti del lavoro, con approfondimento 1° ottobre 2026, analizza le criticità tecniche e operative relative alla proposta del Governo: secondo i Consulenti le eventuali novità non si devono tradurre paradossalmente in ulteriori complicazioni con aggravio di responsabilità professionali.
Certezza dei dati inviati
La distinzione tra quadri “liquidativi” e quadri “informativi” non coincide sempre con una distinzione tra dati rilevanti e irrilevanti per l’imposta. Il caso degli indici sintetici di affidabilità fiscale è esemplare: il contribuente può indicare ulteriori componenti positivi per migliorare il proprio profilo di affidabilità, con effetti sulla determinazione del reddito e dell’imposta. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate collocano, infatti, tali componenti nei modelli dichiarativi e nei relativi quadri reddituali. Se la scelta viene compiuta soltanto nella fase di novembre, la liquidazione trasmessa a luglio può richiedere una rettifica. Se, invece, l’elaborazione degli ISA deve comunque essere completata entro luglio, il rinvio del loro invio non alleggerisce il lavoro estivo, ne differisce soltanto una parte formale. Questa alternativa va risolta prima di definire il calendario della riforma.
Doppio invio e doppi controllo
Separare gli invii di quattro mesi può imporre la riapertura della pratica, l’aggiornamento dei dati, nuovi controlli di coerenza e una seconda validazione. L’anticipo a luglio dell’invio liquidativo rischia di comprimere la fase più delicata del lavoro dichiarativo. Il rinvio dei dati informativi a novembre, a sua volta, va valutato insieme agli altri adempimenti e ai versamenti di quel periodo. L’effetto economico della proposta non va misurato contando soltanto i quadri spostati a novembre. Occorre considerare il tempo aggiuntivo per ciascuna pratica, gli adeguamenti dei software, le interlocuzioni con il contribuente e la gestione degli scarti o delle anomalie dei due flussi. Anche l’Agenzia delle Entrate dovrebbe coordinare due trasmissioni riferite al medesimo periodo d’imposta. Una riduzione della pressione su una scadenza non equivale, di per sé, a una riduzione degli oneri amministrativi.
Come disciplinare giuridicamente i due invii?
È necessario, in primo luogo, stabilire:
Fonte: Fondazione studi Consulenti del lavoro, Approfondimento 1° ottobre 2026
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Lorenzo Meroni
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