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Il paradosso dell’esperienza e le barriere per i giovani professionisti

La centralità del professionista nell’ambito degli strumenti di risoluzione della crisi di impresa e dell’insolvenza è tale che per l’assunzione del relativo incarico, è richiesta l’iscrizione ad un preciso elenco e/o registro; questa, a sua volta, è subordinata alla indefettibile dimostrazione circa il possesso di precisi requisiti professionali, formativi, esperienziali e di onorabilità, da parte del soggetto interessato.

Se l’iscrizione è propedeutica alla possibile assunzione dell’incarico, il suo eventuale conferimento sconta la necessaria verifica che il professionista individuato sia in grado di garantire il corretto svolgimento della procedura concorsuale ed il buon esito della regolazione della crisi di impresa.

La scelta del professionista, riservata alla discrezionalità dell’Autorità giudiziaria o amministrativa, deve assicurare che il soggetto individuato abbia un elevato spessore morale e deontologico, unitamente ad un elevata competenza ed esperienza.

È questa la ratio che guida il legislatore, ai sensi dell’art. 358 c. 3 lett. a) e b) D.Lgs. 14/2019, ad introdurre dei parametri di cui tener conto ai fini della nomina del professionista quale curatore, commissario giudiziario e liquidatore:

  • le risultanze dei rapporti riepilogativi;
  • gli incarichi in corso;
  • la disponibilità di tempo e di risorse necessarie;
  • l’espletamento delle attività in modo diretto, personale, efficiente e tempestivo.

Non manca la valutazione dell’esperienza richiesta dalla natura e dall’oggetto dello specifico incarico, sebbene nel rispetto dei principi di rotazione e di trasparenza nell’assegnazione degli incarichi (art. 358 c. 3 lett. c) DLgs. 14/2019).

Il peso crescente attribuito al requisito dell’esperienza “maturata” sembra poter limitare, in misura altrettanto significativa, la possibilità che i giovani professionisti (e in genere tutti i professionisti ai quali non sia stato ancora conferito alcun incarico) siano scelti e, di conseguenza, possano sviluppare proprio quel tratto esperientialmente richiesto.

Un circolo vizioso le cui conseguenze negative sul buon funzionamento della giustizia e, più in generale del sistema economico-sociale, sono diverse: da un lato, al giovane professionista, a cui si richiede una maggiore specializzazione, è posta un ulteriore barriera all’ingresso; dall’altro lato, l’esperienza “non condivisa” e non “trasferita” contribuisce al mantenimento di un sistema chiuso e non autosufficiente nel lungo periodo.

Il giovane professionista di oggi è il professionista “maturo” del domani, la cui eccellenza richiede un processo di formazione e di condivisione delle competenze e delle esperienze; in tal senso, occorre un patto di cooperazione intergenerazionale che, a sua volta, promuova un cambiamento culturale importante da parte di tutti gli attori in gioco.

La proposta dell’UNGDCEC e le prime intese con la magistratura

Questo è lo spirito che anima il protocollo d’intesa da proporre all’Autorità giudiziaria elaborato dall’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili.

Il perimetro del protocollo si estende a tutte le nomine provenienti dall’Autorità giudiziaria: dalla figura del curatore nella liquidazione giudiziale (art. 49 D.Lgs. 14/2019) a quella di liquidatore nella liquidazione controllata (art. 270 D.Lgs. 14/2019), nel concordato liquidatorio (art. 114 D.Lgs. 14/2019) e anche nell’ambito del concordato semplificato (art. 25-septies D.Lgs. 14/2019).

Attenzione è dedicata anche al pre commissario (art. 44 D.Lgs. 14/2019) e al commissario giudiziale nell’ambito del concordato preventivo (art. 47 D.Lgs. 14/2019), del c.d. PRO (art. 64-bis D.Lgs. 14/2019) e anche del concordato minore (art. 74 D.Lgs. 14/2019).

Non manca, infine, il riferimento all’ausiliario nominato dal giudice nell’ambito del concordato semplificato.

L’attenzione è rivolta, in particolare, ai giovani professionisti under 43 che, oltre al requisito dell’età, non abbiano già ricevuto più di 3 nomine per lo svolgimento di incarichi quale curatore, commissario, liquidatore e/o ausiliario.

Riconosciuta l’importanza di un percorso di crescita, si propone la possibilità di un affidamento, in via preferenziale, di primi incarichi di minore difficoltà, o di procedure di liquidazione che si stimi presumibilmente “incapienti” o comunque caratterizzate da una modesta entità dell’attivo.

In questo modo, l’incaricato potrà sviluppare l’esperienza necessaria per poter gestire incarichi di complessità crescente.

La centralità dell’esperienza condivisa, poi, deve individuarsi nella possibilità, prevista nel protocollo d’intesa, che per le nomine collegiali il tribunale favorisca la nomina di un giovane professionista, in affiancamento di uno maggiormente esperto.

Importante anche la valorizzazione delle competenze eventualmente maturate dal professionista under 43 nell’ambito scientifico e/o attraverso la collaborazione duratura con professionisti e/o studi professionali specializzati in materia di crisi d’impresa e insolvenza.

Ad oggi, la sfida lanciata dall’UNGDCEC e che la stessa si prefigge di condurre nel prossimo avvenire, è stata raccolta dalla Sezione Procedure Concorsuali del Tribunale di Vasto e del Tribunale di Napoli che, unitamente al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, ai rispettivi Ordini territoriali e alle Unioni locali, sono giunte ad un’intesa comune con la firma del protocollo.

Un impegno i cui effetti iniziano già a riscontrarsi nelle prime pronunce recanti la nomina di professionisti under 43.

Un futuro sostenibile impone la necessità di raccogliere la sfida della valorizzazione concreta dei giovani, oltre che della parità di genere; una sfida di cui l’UNGDCEC si fa promotrice, ampliandone la portata a tutto il sistema giudiziario (p.e. Tribunale Sezione Civile e Penale, Tribunale delle imprese) nonché Ordinistico (Ordini territoriali) e Amministrativo (p.e. Camere di Commercio), rispettivamente, per favorire la valorizzazione dei principi generazionali e di genere ai fini della nomina dei gestori della crisi da sovraindebitamento e degli esperti della composizione negoziata della crisi.

Lefebvre Giuffrè è presente al 63° Convegno Nazionale UNGDCEC 2026, 1-2 ottobre a Bari.

Ti aspettiamo allo Stand n. 9 per scoprire insieme le novità pensate per semplificare il lavoro dei professionisti fiscali.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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