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Codice tributario: modello francese o modello tedesco?

L’arrivo del codice tributario solleva dubbi sul futuro della normativa fiscale italiana dopo la scadenza della delega della legge 111/2023 e l'emanazione dei Testi Unici.

La scelta tra il Code Général des Impôts e l'Abgabenordnung determinerà la stabilità delle nuove numerazioni normative e del Testo Unico IVA.

Un'impostazione basata sul modello tedesco permetterebbe di salvaguardare i Testi Unici evitando un ulteriore e caotico cambio di riferimenti normativi.

Le novità della delega fiscale e l'impatto sui Testi Unici

In occasione di un evento organizzato dalla stampa specializzata, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, prof. Maurizio Leo, è intervenuto sulla evoluzione in atto della normativa fiscale.

La delega della L. 111/2023 è scaduta il 29 agosto scorso, con l’emanazione di decreti correttivi ed integrativi delle norme previgenti e con l’emanazione di otto Testi Unici. La loro natura, meramente compilativa e non normativa, lascia impregiudicate le anomalie derivanti da aggiornamenti non sincronizzati delle norme sottostanti.

Il Vice Ministro ha parlato della imminente presentazione del codice tributario, che potrebbe avvenire già nel corso del prossimo mese di ottobre. Se da un lato questa evoluzione è auspicabile per la semplificazione normativa, dall’altro emerge la preoccupazione per un ulteriore cambio dei riferimenti normativi.

Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore, tra gli altri, il Testo Unico IVA (D.Lgs. 10/2026), obbligando a cambiare i riferimenti normativi in tutte le procedure. Solo nelle specifiche tecniche della fatturazione elettronica, la legge IVA – DPR 633/72 viene citata un centinaio di volte.

È stato annunciato un nuovo software ministeriale per “atterrare” sulla norma nuova, conoscendo la vecchia. Così, anche basandoci su tabelle redazionali, per le cessioni all’esportazione non diremo più “art. 8 DPR 633/72”, ma art. 45 D.Lgs. 10/2026; per la fattura dall’art. 21 DPR 633/72 si passa all’articolo 72.

Ma con il successivo avvento del codice tributario, magari a breve distanza dai Testi Unici, dovremo cambiare ancora la numerazione degli articoli?

Confronto tra il modello francese e il modello tedesco

Dipende da quale modello vogliamo seguire:

  • quello francese – Code Général des Impôts - un solo testo, da cui è uscito il “libro delle procedure fiscali” relativo alle regole di condotta dell’amministrazione, dai controlli in avanti;

  • quello tedesco – Abgabenordnung – solo la parte generale, tra cui il famoso § 42 sull’abuso del diritto – con otto testi per le singole categorie di tributi.

I testi esterni del diritto tedesco si occupano di:

  1. valutazioni e imposte fondiarie;
  2. imposta sul reddito;
  3. imposta sulle successioni;
  4. imposta sulle attività produttive (una parente dell’IRAP);
  5. imposta sulle società;
  6. imposta sui salari;
  7. diritto della consulenza fiscale;
  8. imposta sul valore aggiunto.

Tornando al possibile modello italiano, un sistema simile a quello tedesco consentirebbe di mantenere in vita i Testi Unici, con la relativa numerazione.

Vediamo invece le criticità del sistema francese: la prima stesura del Code Général des Impôts risale al 1950. Ricordo di aver comprato a Parigi un’edizione commentata (ovviamente successiva) con vignette umoristiche, dove ce n’era una relativa al loro redditometro, in cui si dice(va) che, salvo prova contraria, non si può dichiarare un reddito inferiore a sei volte il valore locativo di tutte le abitazioni. Due clochards sotto un ponte della Senna compilano la dichiarazione dei redditi e si interrogano: Hey Jacques, qual è il valore locativo della nostra abitazione?

La versione vigente di questo codice, oltre ad alcuni allegati, presenta una grandissima complessità della numerazione dei suoi articoli: vi è ad esempio un articolo 199 terdecies-0 AA e un articolo 238 bis HZ bis . Inoltre, alcuni dei suoi articoli sono lunghi decine di migliaia di segni; L'articolo 39, che stabilisce l’imponibile dell’imposta sulle società, ad esempio supera le seimila parole.

Da Legifrance (sito ufficiale della normativa), l’ultimo articolo dell’indice è il numero 1965 L.

Anche se i francesi, dopo Napoleone, hanno la codificazione nel loro DNA, sembra evidente che la riunione di tutte le norme fiscali in un solo atto normativo crea non pochi problemi, anche solo di lettura.

L’adozione in Italia di un codice tributario alla tedesca, permetterebbe invece di salvare i Testi Unici con la loro numerazione. E di salvare il sistema nervoso di chi deve avvalersene.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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