Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'UE 19 settembre 2026 del Regolamento (UE) 2026/2108, le istituzioni comunitarie hanno istituito il nuovo codice doganale dell'Unione, abrogando e sostituendo il precedente Regolamento (UE) n. 952/2013. La riforma nasce dalla necessità di colmare le lacune strutturali evidenziate negli ultimi anni: l'esplosione dei volumi del commercio elettronico internazionale, una digitalizzazione ancora troppo frammentata tra gli Stati membri e la necessità di rafforzare i controlli sui rischi non finanziari.
La nuova governance: nasce l'EUDA a Lilla
La colonna portante della riforma è la creazione dell'Autorità doganale dell'Unione europea (EUDA), un organismo operativo centrale che avrà sede a Lilla, in Francia. L'EUDA non si sostituirà del tutto alle amministrazioni locali, ma agirà come centro di coordinamento e intelligenza operativa. Tra le sue mansioni principali rientrano la gestione centralizzata e l'analisi dei rischi a livello dell'Unione, l'attuazione di meccanismi di risposta rapida in situazioni di crisi, la formazione uniforme dei funzionari doganali e il coordinamento delle operazioni tra i Paesi membri.
L'EU Digital Customs Hub: addio ai sistemi nazionali frammentati
Parallelamente all'EUDA, la riforma introduce l'EU Digital Customs Hub, una piattaforma tecnologica unica e centralizzata destinata a rimpiazzare gradualmente i singoli sistemi elettronici nazionali. Il nuovo Hub fungerà da unico punto di ingresso per tutte le formalità doganali dell'UE. Sfruttando algoritmi di Intelligenza Artificiale per l'analisi dei rischi in tempo reale, la piattaforma consentirà il calcolo automatizzato di dazi e imposte, garantendo al contempo un'interconnessione diretta e fluida con organismi di tutela e vigilanza quali OLAF, EPPO ed Europol. A tutela dei dati, la piattaforma prevede un periodo massimo di conservazione delle informazioni personali pari a 10 anni.
Stretta sull'e-commerce e nuove figure per le imprese
Le novità di maggior impatto operativo ed economico riguardano direttamente il settore delle vendite online e gli operatori logistici:
Controlli a 360 gradi e sanzioni armonizzate
La riforma sposta in modo deciso il focus delle dogane oltre la sola riscossione dei dazi: le autorità nazionali e l'EUDA vigileranno con severità sui requisiti non finanziari, monitorando il rispetto dell'ambiente, della salute umana e animale, dei diritti umani e della sicurezza dei prodotti (compresa la verifica del Passaporto Digitale dei Prodotti).
Per evitare trattamenti disparati tra i vari valichi di frontiera comunitari, il regolamento stabilisce un quadro minimo comune di sanzioni amministrative. Le sanzioni saranno proporzionate al fatturato o al valore delle merci e, nei casi più gravi di violazione sistematica delle norme da parte degli importatori e-commerce, potranno comportare il blocco dello sdoganamento o la sospensione dell'accesso alle interfacce online.
Il nuovo Codice sarà integralmente in vigore dal 21 settembre 2027.
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Sara Armella
- Avvocato, Studio legale Armella & AssociatiRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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