X

Homepage

  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
  • Info dagli ordini
  • Podcast
  • Video
  • Rassegna stampa
  • Archivio ultime edizioni
  • Il mio archivio

Accedi ai nostri nuovi servizi

Registrati alla Newsletter

Iscriviti al canale WhatsApp

Segui il canale Spotify

Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Traduzione
+ -
    • Condividi su
  • Tempo di lettura 3 min.

Se guardiamo alla storia della normativa fiscale italiana, i lunghi tempi di vacatio sono un indizio, pressoché certo, che la norma sarà modificata prima della sua entrata in vigore. Siamo da poco usciti dal termine per l’adozione dei provvedimenti della riforma fiscale, che si sono sviluppati anche con i correttivi dei correttivi.

I sette testi unici dovrebbero entrare in vigore il prossimo 1° gennaio, ma quello relativo all’imposta sul valore aggiunto suscita molte perplessità, in quanto non ha recepito nessuna delle modifiche che il gruppo di esperti del MEF aveva messo nero su bianco il 19 settembre di tre anni fa.

Il cortocircuito normativo tra DPR 633/72 e Testo Unico IVA

Combinando le modifiche normative interne con quelle di recepimento delle direttive europee abbiamo un documento a dir poco singolare. Il MEF lo aveva messo in consultazione dal 22 giugno al 6 luglio scorsi. Il titolo del provvedimento è: Schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva unionale in materia di IVA nell’era digitale che troveranno applicazione dal 1° gennaio 2027.

La prima osservazione è sicuramente rilevante: se esiste un Testo Unico IVA che sarà in vigore il 1° gennaio 2027, per quale motivo le norme italiane di recepimento sono apportate al D.P.R. 633/72 (legge IVA) e al D.L. 331/93 (cessioni/acquisti intracomunitari), di cui è prevista la cessazione al 31 dicembre di quest’anno con la conseguente sostituzione nelle norme del D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 - Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di imposta sul valore aggiunto?

Considerando questa decorrenza delle norme, l’unica norma da modificare era il Testo Unico IVA.

La consultazione è stata brevissima (solo 14 giorni). Ogni schema di decreto legislativo deve poi passare alle Commissioni del Parlamento, e lo troviamo come ultimo provvedimento da esaminare, con il numero 356: è stato assegnato alle Commissioni Parlamentari il 31 agosto scorso, che si sono riservate di esprimere il parere entro il 10 ottobre prossimo. La pubblicazione di questi documenti è avvenuta alle ore 12:08:54 del giorno 09/09/2026.

In merito al vulnus del Testo Unico IVA, l’atto depositato in parlamento si premura di integrare e modificare anche questa norma, il D.Lgs. 10/2026, iniziando però con le modifiche alle norme destinate a sparire. La relazione dice che occorre guardare anche al Testo Unico, a seguito delle modifiche apportate ai provvedimenti destinati a scomparire.

Lo schema di decreto legislativo è accompagnato da una corposa relazione di 137 pagine. La relazione esplicativa consta di 14 pagine, che arrivano a 70 con la tavola di concordanza tra direttiva e norma nazionale.

Seguono:

  • la relazione tecnica (11 pagine, compresa la verifica da parte del Ragioniere Generale dello Stato);

  • l’analisi tecnico-normativa (18 pagine);

  • l’analisi dell’impatto della regolamentazione (38 pagine).

Direttiva ViDA e "gruppo dei quattro": le principali novità fiscali

In particolare le nuove disposizioni riguardano:

  • chiarimenti sull’applicazione della regola del fornitore presunto al cd. gruppo dei quattro;
  • regime transitorio e abrogazione del regime di call off stock;
  • calcolo della soglia dei 10.000 euro per le vendite a distanza e i servizi TTE (Telecomunicazioni, Teleradiodiffusione, Elettronici) e opzione automatica per la tassazione a destinazione nei casi in cui il soggetto passivo aderisca al regime OSS (One Stop Shop) UE;
  • momento impositivo nei regimi OSS;
  • regime OSS-non UE per i servizi B2C resi nella UE a soggetti extra-UE;
  • dati da fornire per l’opzione per i regimi OSS non UE e IOSS (Import One Stop Shop);
  • assimilazione temporanea delle forniture di energia alle vendite a distanza intracomunitarie;
  • interazione tra regime IOSS e regime PMI (regime di franchigia IVA, che noi chiamiamo impropriamente forfetario);
  • procedure di rimborso nei regimi OSS e IOSS.

Queste innovazioni fanno riferimento alla direttiva ViDA - VAT in Digital Age (UE 2025/516).

Per il momento, due parole sul “gruppo dei quattro”: nell’ambito della disciplina del fornitore presunto per le operazioni facilitate da piattaforme elettroniche (art. 2-bis legge IVA). Tale espressione, già utilizzata nella disciplina unionale e nella prassi interpretativa europea, individua:

  • i soggetti passivi che applicano regimi speciali di esenzione;

  • gli agricoltori soggetti a regimi speciali;

  • le persone giuridiche che non sono soggetti passivi;

  • gli altri soggetti i cui acquisti intracomunitari non sono assoggettati a IVA in base alla normativa dell’Unione europea (es. corpo diplomatico, NATO).

Questo riferimento non comporta l’introduzione di una nuova definizione sostanziale, ma rende esplicite nel testo nazionale categorie di soggetti già contemplate dalla disciplina europea, eliminando possibili dubbi interpretativi circa il loro trattamento ai fini dell’applicazione della disciplina del fornitore presunto.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
Quotidianopiù è anche su WhatsApp! Clicca qui per iscriverti gratis e seguire tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.

© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.

Vedi anche

Fisco DAL 22 GIUGNO AL 6 LUGLIO 2026

IVA nell'era digitale: al via la consultazione pubblica sul decreto ViDA

Dal 22 giugno fino al 6 luglio 2026 è aperta la consultazione pubblica sullo schema di decreto legislativo che recepisce le novità del pacchetto europeo ViDA

a cura di

redazione Memento

Approfondisci con


Recepimento Vida: le novità dal 2027

È in corso la consultazione pubblica MEF sullo schema di decreto legislativo sul recepimento del pacchetto “VAT in the Digital Age” (VIDA): novità che si prospettano, impatti e specifiche sulle decorrenze.

di

Renato Portale

- Dottore commercialista in Lecco

Registrati gratis

Per consultare integralmente tutte le news, i podcast e i video in materia di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale, la rassegna stampa del giorno e ricevere quotidianamente la tua newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Servizio riservato agli abbonati.

Sei già abbonato? Accedi.
Per fruire di tutti i servizi e consultare integralmente tutti i contenuti abbonati o contatta il tuo agente di fiducia!

Trovi interessante questo video?

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o contatta il tuo agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.

Ricerca Vocale

Clicca sul microfono per cominciare a registrare il messaggio.

“ ”