La pubblicazione, in data 6 maggio 2026, delle due bozze di regolamento delegato da parte della Commissione europea segna un punto di discontinuità tutt'altro che trascurabile nell’evoluzione del diritto societario europeo dell’ambiente.
Non si tratta, a ben vedere, di un mero aggiustamento tecnico o di una ordinaria manutenzione degli standard di rendicontazione, in quanto l’iniziativa rappresenta la declinazione positiva di quel principio di semplificazione e proporzionalità che ha trovato il proprio manifesto politico e legislativo nella cd. Direttiva Omnibus I (Dir. UE 470/2026).
Il legislatore comunitario ha avviato una decisa inversione di rotta rispetto all'approccio massimalista che aveva caratterizzato la prima stesura della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
L'obiettivo formale è duplice, ma risponde a un'unica logica di sostenibilità anche economica: comprimere l'area degli obblighi per i soggetti vigilati e tracciare un perimetro standardizzato e protetto per le imprese escluse dalla rendicontazione obbligatoria.
Nuove forme di rendicontazione
Il primo schema di regolamento incide direttamente sull'allegato al Regolamento delegato ...
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