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L'Agenzia delle Dogane fa marcia indietro e congela con effetto immediato la Circolare n. 18/2026. Il provvedimento, che avrebbe dovuto definire i confini tra immissione in libera pratica e l'effettiva immissione sul mercato dei prodotti extra-UE, è stato sospeso. Alla base dello stop ci sono forti incongruenze con il diritto europeo e il rischio di interferire con le indagini giudiziarie e parlamentari sui dispositivi medici acquistati durante l'emergenza Covid-19.

Con avviso pubblicato il 13 luglio 2026, infatti, l’Agenzia delle Dogane ha disposto la sospensione dell'efficacia della Circolare 18/2026, un documento che era atteso da tempo ma che si è rivelato un boomerang normativo.

Il nodo tecnico: quando una merce entra davvero nell'Unione Europea?

Al centro della discordia c'è la sottile ma fondamentale differenza tra due momenti chiave del commercio internazionale, regolati dal regolamento (UE) 2019/1020:

  • lo sdoganamento puro e semplice (immissione in libera pratica), che regolarizza la posizione fiscale della merce;

  • la reale distribuzione commerciale (immissione sul mercato), che richiede il rispetto di rigidi standard di sicurezza comunitari.

L'istruttoria interna avviata dai vertici delle Dogane ha evidenziato che il testo della Circolare non era perfettamente allineato alle direttive di Bruxelles. Se fosse rimasto in vigore, avrebbe rischiato di generare un'applicazione caotica e difforme delle regole sul territorio nazionale, esponendo l'Italia a potenziali infrazioni del diritto unionale.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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di Giovanni Belotti - Avvocato, Studio legale Armella & Associati

di Stefano Comisi - Avvocato, Studio legale Armella & Associati

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