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L'imposta di bollo sul libro giornale informatico deve essere calcolata in modo del tutto autonomo per ciascun esercizio, escludendo qualsiasi possibilità di cumulo progressivo delle registrazioni tra anni diversi.

Lo ha chiarito l'Agenzia delle Entrate con la Risp. AE 13 luglio 2026 n. 144, smentendo la tesi della continuità tecnologica proposta da un contribuente e delineando le regole definitive per il corretto assolvimento del tributo tramite modello F24.

Il quesito: calcolo progressivo o azzeramento annuale?

Il caso nasce dal dubbio di un contribuente intenzionato a conservare digitalmente il proprio libro giornale ai sensi del DM 17 giugno 2014.

Il dubbio interpretativo riguardava l'articolo 6, comma 3 del decreto, che prevede il pagamento dell'imposta di bollo ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse. L'istante chiedeva se fosse possibile adottare un criterio di calcolo unitario e progressivo simile a quello dei registri cartacei (dove il bollo si paga in base alle pagine e non all'anno), accumulando le registrazioni da un anno all'altro fino al raggiungimento della soglia di 2.500 operazioni prima di versare una nuova quota di imposta.

Secondo il contribuente, l'azzeramento annuale avrebbe violato il principio di neutralità tecnologica, penalizzando chi sceglie la conservazione digitale rispetto a quella cartacea.

Il parere del Fisco: ogni esercizio fa storia a sé

L'Agenzia delle Entrate ha bocciato la soluzione proposta dal contribuente, evidenziando le profonde differenze strutturali tra la tenuta dei registri su carta e quella in modalità telematica:

  • la rilevanza della "frazione": la dicitura normativa "o frazioni di esse" attribuisce autonoma rilevanza fiscale anche a un numero di registrazioni inferiore a 2.500. Se in un anno si effettuano meno di 2.500 registrazioni, il presupposto d'imposta si considera comunque realizzato per quella specifica "frazione" riferita all'anno di esercizio;
  • autonomia del periodo d'imposta: il computo delle registrazioni si interrompe inderogabilmente alla chiusura di ciascun esercizio. Di conseguenza, il conteggio si azzera all'inizio del nuovo anno solare, e l'imposta minima di 16,00 euro è dovuta per ciascun periodo d'imposta in cui siano state effettuate registrazioni, a prescindere dalle "righe" residue dell'anno precedente;
  • diversità dal cartaceo: nel cartaceo il presupposto d'imposta è legato alla preventiva bollatura e vidimazione dei fogli messi in uso. Nel digitale, invece, il bollo è strettamente ancorato all'effettivo utilizzo del registro informatico e alla sua successiva conservazione entro i termini di legge.

Come compilare l'F24 e scadenze per il pagamento

I contribuenti che tengono il libro giornale informatico devono quindi calcolare l'imposta di bollo consuntivando le registrazioni (intese come singole operazioni in partita doppia, a prescindere dalle righe di dettaglio) effettuate durante l'anno.

Il pagamento deve essere eseguito in un'unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio. L'assolvimento dell'imposta avviene tramite modello F24 in modalità esclusivamente telematica, utilizzando il codice tributo 2501 ("Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari - articolo 6 del decreto 17 giugno 2014").

Fonte: Risp. AE 13 luglio 2026 n. 144

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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Paola Pisano

- Dottore commercialista in Cagliari

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