Il 16 luglio 2026 si concentrano ben 82 scadenze fiscali relative a versamenti di imposte, ritenute, addizionali e contributi. Si fa riferimento, in particolare, all’IVA mensile, alle ritenute alla fonte, ai contributi INPS e INAIL e allo split payment.
Dall’IVA periodica alle ritenute alla fonte
Per comprendere l'entità del flusso finanziario che transiterà tramite i modelli F24 entro il 16 luglio, è necessario analizzare analiticamente i macro-blocchi in cui si articolano questi 82 versamenti in scadenza, partendo dagli adempimenti fiscali ordinari e ricorrenti.
Le imprese e i lavoratori autonomi che operano in regime IVA mensile – ovvero coloro che nell'anno precedente hanno superato la soglia di 500.000 euro di volume d'affari per le prestazioni di servizi o di 800.000 euro per le altre attività – sono chiamati a versare l'imposta a debito emersa dalla liquidazione IVA di giugno 2026. Si tratta di un adempimento che drena una fetta consistente della liquidità mensile. Contestualmente, per chi ha scelto la via del pagamento differito e rateale del saldo IVA annuale risultante dalla dichiarazione per l'anno d'imposta precedente, scade la quinta rata del piano di ammortamento, andando ad incrementare il carico fiscale legato all'imposta sul valore aggiunto.
Protagonisti anche diversi obblighi in capo ai sostituti d'imposta. Entro il 16 luglio occorre versare le ritenute alla fonte operate nel corso del mese di giugno su diverse categorie di reddito. In primo luogo, rilevano i redditi di lavoro dipendente e i codici assimilati, ivi comprese le addizionali regionali e comunali IRPEF trattenute direttamente in busta paga ai lavoratori. In secondo luogo, trovano spazio i redditi di lavoro autonomo, caratterizzati dalla classica ritenuta d'acconto del 20% applicata sulle parcelle dei professionisti e dei consulenti che hanno prestato i propri servizi all'impresa.
A questi si aggiungono le provvigioni corrisposte ad agenti e rappresentanti di commercio, i redditi di capitale e i redditi diversi. Non va dimenticato, infine, il versamento della ritenuta del 21% relativa ai contratti di locazione breve, i cosiddetti affitti turistici, stipulati o incassati nel periodo precedente, qualora l'intermediario immobiliare o il portale telematico di prenotazione abbia operato in qualità di sostituto d'imposta, trattenendo la somma alla fonte.
Blocco INPS
Strettamente connesso al pagamento degli stipendi e al versamento delle ritenute sul lavoro, il 16 luglio porta in dote il massiccio blocco dei versamenti previdenziali e assistenziali, che costituisce un'altra colonna portante degli 82 adempimenti del giorno.
I datori di lavoro del settore privato devono provvedere al pagamento dei contributi INPS dipendenti relativi alle competenze del mese di giugno, associando il flusso finanziario all'invio telematico del flusso informativo tramite il modello UniEmens. La medesima data di scadenza grava come un macigno sui committenti che hanno erogato compensi nel mese precedente a collaboratori iscritti alla Gestione Separata INPS. Questa platea include i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, gli amministratori di società, i dottorandi, gli assegnisti di ricerca e i lavoratori autonomi occasionali che nel corso dell'anno hanno superato la soglia di franchigia stabilita in 5.000 euro.
Per la Gestione Separata la ripartizione teorica dell'onere prevede due terzi a carico del committente e un terzo a carico del collaboratore, ma l'obbligo del versamento unitario tramite F24 ricade interamente e inderogabilmente sul soggetto committente entro il termine del 16 luglio. L'eventuale ritardo o omissione in questo comparto non comporta soltanto sanzioni di natura tributaria, ma fa scattare le sanzioni civili per omissione contributiva, decisamente più onerose per le casse aziendali.
Le rateizzazioni delle imposte sui redditi
L'elemento che moltiplica il numero dei codici tributo in gioco nella giornata del 16 luglio, gonfiando il computo totale fino a raggiungere quota 82, è il meccanismo di rateizzazione delle imposte derivanti dalle dichiarazioni annuali, specificamente i modelli Redditi 2026 (suddivisi tra Persone Fisiche, Società di Persone, Società di Capitali) e il modello IRAP 2026.
I contribuenti non titolari di partita IVA e tutti i soggetti che non rientrano nelle tutele o nelle proroghe settoriali, i quali hanno avviato il piano di pagamento rateale a partire dalla scadenza ordinaria del 30 giugno 2026, si trovano a dover saldare il 16 luglio la seconda rata delle imposte sui redditi. Questa tranche comprende sia il saldo dell'anno d'imposta precedente sia il primo acconto per l'anno in corso. La particolarità di questa scadenza risiede nel fatto che il versamento della seconda rata deve essere effettuato applicando una quota fissa di interessi di rateizzazione, calcolata nella misura dello 0,18% per le scadenze standard allineate a metà mese.
La frammentazione degli 82 versamenti in scadenza deriva proprio da questa struttura a cascata: ogni singola imposta richiede un rigo autonomo nel modello F24 e un codice tributo differenziato. Si spazia dall'IRPEF a saldo all'IRPEF in acconto, dall'addizionale regionale all'addizionale comunale, per poi passare alla cedolare secca sugli affitti, alle imposte sostitutive per i regimi di vantaggio, all'IRES per le società e all'IRAP. Ognuna di queste voci deve poi essere associata, in un rigo immediatamente successivo, al relativo codice tributo stabilito per gli interessi corrispettivi di dilazione. Questo crea una vera e propria griglia di compilazione estremamente fitta in cui il minimo errore di battitura nell'indicazione del codice o del periodo di riferimento può generare pesanti anomalie nei sistemi di controllo automatizzati dell'Anagrafe Tributaria, con conseguente recapito di avvisi di bonario accertamento negli anni successivi.
Adempimenti collaterali, accorpamenti e scadenze minori
Oltre ai macro-settori dell'IVA, delle ritenute, dei contributi previdenziali e delle rateizzazioni dei redditi, il 16 luglio 2026 racchiude una serie di adempimenti collaterali e scadenze minori che contribuiscono a saturare l'operatività della giornata.
Un esempio di rilievo è rappresentato dall'integrazione procedurale introdotta dai decreti attuativi della Riforma fiscale per la gestione semplificata delle comunicazioni dei sostituti d'imposta. I soggetti che scelgono o sono obbligati a utilizzare i canali di dichiarazione integrata devono provvedere, contestualmente ai versamenti delle ritenute operate nel mese di giugno, alla trasmissione telematica dei dati aggiuntivi direttamente all'interno della procedura del modello F24. Questa convergenza punta a fondere il momento del pagamento con quello della comunicazione del dato fiscale. L'effetto collaterale immediato per i professionisti è però un incremento della complessità operativa proprio nella giornata del 16 luglio, trasformando un semplice adempimento finanziario in una scadenza documentale e comunicativa a tutti gli effetti.
Sempre entro la stessa giornata si registrano i termini per il versamento della Tobin Tax, ovvero l'imposta sulle transazioni finanziarie relative al mese di giugno, che colpisce i trasferimenti di proprietà di azioni e strumenti finanziari partecipativi. Contemporaneamente scade il termine per il versamento dell'imposta legata allo split payment. Questo adempimento prevede che le Pubbliche Amministrazioni e gli enti pubblici economici debbano versare direttamente all'erario l'IVA esposta nelle fatture ricevute dai loro fornitori privati. Anche questa procedura prevede una serie di codici dedicati che vanno a sommarsi agli 82 totali, richiedendo una precisione assoluta per evitare disallineamenti tra l'imposta dichiarata dal fornitore e quella effettivamente versata dall'ente pubblico.
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Giuseppe Moschella
- Dottore commercialista e giornalista pubblicistaRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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