Il Decreto Omnibus, all'art. 20, cancella la riduzione di un anno dei termini di accertamento fiscale per i contribuenti in regime forfetario che utilizzano esclusivamente la fatturazione elettronica.
La misura premiale perde significato poiché l'e-fattura è ormai un obbligo per tutti dal 2024; lo stop al beneficio scatterà ufficialmente per i controlli sui periodi d'imposta dal 2026 in poi.
Si ricorda che a decorrere dal 1° gennaio 2024, l'obbligo di emissione della fattura elettronica è stato esteso in via totale e definitiva a tutti i soggetti in regime forfetario, azzerando qualsiasi distinzione legata a limiti di ricavi o compensi precedentemente in vigore.
Semplificazione e razionalizzazione
L'eliminazione di questo automatismo premiale risponde alle precise direttive fissate dalla L. 111/2023, il provvedimento quadro che contiene la delega al Governo per la riforma del sistema fiscale.
Nello specifico, l'intervento si muove lungo il binario tracciato dall'articolo 17 della medesima legge delega, la cui missione principale consiste nella razionalizzazione e semplificazione del procedimento accertativo.
Eliminare frammentazioni normative e benefici legati ad adempimenti ormai universali consente di snellire l'apparato delle regole, garantendo un'applicazione dei termini omogenea e priva di eccezioni di difficile gestione sia per i contribuenti sia per gli stessi uffici ispettivi. L'allineamento dei calendari di decadenza riduce i margini di errore nell'interpretazione delle scadenze e ottimizza l'efficacia dei piani di controllo centralizzati del fisco.
Come cambiano i termini di decadenza
A livello pratico, la cancellazione della riduzione temporale modifica i calcoli sulla stabilità dei bilanci personali e aziendali delle piccole partite IVA. I termini di decadenza entro cui gli uffici finanziari possono notificare gli atti impositivi sono regolati in via generale dalle disposizioni dell'art. 43 c. 1 DPR 600/73.
Fino ad oggi, i forfetari integralmente digitalizzati potevano contare su uno sbarramento ridotto: lo Stato aveva l'obbligo di notificare gli avvisi di accertamento entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della relativa dichiarazione dei redditi.
A partire dall'anno d'imposta 2026, la finestra temporale si allunga, riassorbendo la franchigia annuale. La notifica potrà quindi essere legalmente recapitata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione del modello dichiarativo.
Si tratta di un intero anno in più di pendenza dei termini, durante il quale il contribuente ha l'onere e il dovere di conservare meticolosamente ogni documento giustificativo, estratto conto o evidenza contabile per poter rispondere in modo tempestivo a eventuali inviti al contraddittorio o richieste di chiarimenti da parte dell'amministrazione.
Nessuna retroattività per il passato
La formulazione della norma rispetta rigorosamente i principi fondamentali dello Statuto dei diritti del contribuente, evitando qualsiasi effetto retroattivo che possa minare la certezza del diritto e la pianificazione dei professionisti.
La rimozione dello sconto temporale produrrà infatti i propri effetti giuridici esclusivamente in relazione ai periodi d'imposta dal 2026 in avanti.
Dal punto di vista della cronologia applicativa, ciò comporta che le annualità precedenti continueranno a seguire i binari normativi vigenti al momento della loro dichiarazione:
annualità 2024 e 2025: per i controlli legati a questi periodi d'imposta, i soggetti forfetari che hanno operato interamente in regime di fatturazione elettronica (anche per via del subentrato obbligo) manterranno il diritto alla riduzione di un anno dei termini ordinari. I relativi uffici ispettivi dovranno chiudere le istruttorie secondo la scadenza abbreviata del quarto anno successivo;
annualità 2026 e successive: per le attività economiche svolte a partire dal primo gennaio 2026, i cui modelli dichiarativi verranno presentati nel corso del 2027, i termini si estenderanno pienamente fino al quinto anno successivo, portando la scadenza finale dei controlli al 31 dicembre 2032.
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Amedeo Mellaro
- Dottore commercialista e revisore legale in RomaRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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