Con la Comunicazione dell’8 giugno 2026, la UIF interviene su un’area ormai centrale della prevenzione antiriciclaggio: l’operatività connessa a truffe, frodi agevolate dalla tecnologia, money muling e altri reati informatici. Il documento prende atto di una trasformazione già visibile nella prassi operativa quotidiana dei soggetti obbligati: la frode digitale non costituisce più un fenomeno accessorio rispetto al riciclaggio, ma rappresenta sempre più spesso la fase genetica di successive movimentazioni finanziarie sospette.
La UIF evidenzia, infatti, una crescita significativa delle segnalazioni di operazioni sospette riferibili a schemi fraudolenti, insieme all’aumento delle richieste di collaborazione provenienti dall’Autorità giudiziaria, dagli Organi investigativi e dalle FIU estere. L’esigenza non è solo quella di individuare gli autori delle condotte illecite, ma anche di agevolare il tracciamento dei fondi e, ove possibile, forme tempestive di asset recovery, soprattutto quando le disponibilità siano state trasferite oltre confine.
Il contesto di riferimento è quello della progressiva digitalizzazione dei servizi bancari, finanziari e di pagamento. L’innovazione ha prodotto indubbi benefici in termini di efficienza, rapidità e inclusione finanziaria, ma ha anche ampliato la superficie di esposizione a schemi di ingegneria sociale, impersonificazione, utilizzo improprio di rapporti online, sistemi di pagamento istantaneo, Virtual IBAN e cripto-attività. Proprio queste ultime assumono un rilievo crescente, specialmente quando vengono impiegati wallet non ospitati, VASP no KYC, mixer, bridge o ulteriori strumenti idonei a rendere più difficile la ricostruzione dei flussi finanziari.
La Comunicazione conferma che gli schemi osservati sono molteplici e colpiscono tanto persone fisiche quanto imprese, enti e intermediari. Rientrano tra le fattispecie ricorrenti il phishing, le job scam, le romance scam, le investment scam, le business e-mail compromise (BEC), le frodi su acquisti o locazioni inesistenti, nonché campagne ransomware e ulteriori condotte di compromissione informatica. A tali fenomeni si aggiungono impieghi illeciti dell’intelligenza artificiale generativa, contenuti artificiali realistici, deepfake e rapporti aperti mediante identità fittizie, sintetiche o riferibili a soggetti reali inconsapevoli.
Uno dei profili più rilevanti del documento riguarda il superamento di una lettura meramente contabile dell’anomalia. La UIF richiama l’attenzione su elementi soggettivi, operativi e tecnici: dati identificativi incoerenti, frequente variazione di recapiti, e-mail o numeri telefonici, coincidenza di indirizzi IP tra soggetti non collegati, utilizzo anomalo di VPN, proxy, sistemi di anonimizzazione, device simulati o virtualizzati, incongruenze nei fingerprint e accessi da aree geografiche incompatibili con il profilo del cliente. In questa prospettiva, l’analisi antiriciclaggio non può arrestarsi alla movimentazione dei fondi, ma deve considerare anche le modalità digitali di accesso, autenticazione e disposizione delle operazioni.
Particolarmente significativa è la valorizzazione dell’integrazione tra presìdi antifrode e antiriciclaggio. Le funzioni antifrode sono spesso in grado di intercettare tempestivamente anomalie operative, tentativi di impersonificazione, modifiche improvvise dei dati di contatto o comportamenti digitali non coerenti con il profilo del cliente. Se tali elementi vengono condivisi e letti anche in chiave antiriciclaggio, possono consentire non solo di prevenire una perdita economica immediata, ma anche di ricostruire reti più ampie, serialità operative e collegamenti transnazionali.
Nel money muling, la UIF evidenzia il coinvolgimento di soggetti che mettono a disposizione, consapevolmente o inconsapevolmente, rapporti o strumenti di pagamento per favorire il transito di fondi di origine illecita. Il fenomeno si caratterizza spesso per rapporti di recente apertura, intestati a soggetti vulnerabili o inesperti, operazioni rapide in accredito e addebito, importi frazionati, causali generiche, collegamenti con l’estero, richieste di recall difficilmente soddisfatte e scarsa collaborazione dell’intestatario. Opportunamente, la UIF precisa che il solo azzeramento del saldo non basta, da solo, a integrare un sospetto di money muling: occorre sempre una valutazione complessiva degli ulteriori elementi disponibili.
Quanto al cybercrime, il documento ricomprende le condotte illecite presupposto di riciclaggio realizzate digitalmente e agevolate mediante tecniche informatiche sofisticate, idonee a compromettere dati, credenziali, risorse o sistemi informatici. Vengono richiamati, tra gli altri, fenomeni quali Advanced Persistent Threat (APT), malware, ransomware, attacchi man-in-the-middle e Distributed Denial of Service (DDoS). Anche le notizie disponibili su attacchi informatici ostili, tratte da fonti aperte (OSINT), possono assumere rilievo nella valutazione del sospetto, ove coerenti con l’operatività finanziaria osservata.
La Comunicazione insiste, poi, su un punto decisivo: la qualità della collaborazione attiva. La UIF chiede di evitare automatismi segnaletici, testi standardizzati e approcci meramente difensivi. Le SOS devono essere tempestive, selettive, coerenti con il caso concreto e capaci di rappresentare chiaramente flussi, soggetti, collegamenti, elementi tecnici e motivi del sospetto. Nei fenomeni digitali la tempestività è parte integrante della qualità: una segnalazione tardiva può risultare poco utile quando i fondi siano già stati trasferiti, frammentati, convertiti in cripto-attività o canalizzati verso rapporti esteri.
Sul piano operativo, assumono rilievo i nuovi codici fenomenologici messi a disposizione dalla UIF: I01 per truffe e frodi agevolate dalla tecnologia, I04 per il money muling e I05 per il cybercrime. Contestualmente, non trova più applicazione lo schema sulle frodi informatiche del 5 febbraio 2010 e non sarà più disponibile il codice I02. La novità non è solo classificatoria: impone ai soggetti obbligati di aggiornare procedure, sistemi di monitoraggio, presìdi interni e percorsi formativi, affinché la selezione del fenomeno sia coerente con l’operatività effettivamente osservata.
La Comunicazione UIF dell’8 giugno 2026, letta in questa prospettiva, non introduce un semplice aggiornamento di indicatori, ma fotografa un cambio di paradigma. Nei fenomeni fraudolenti tecnologicamente assistiti, il tempo dell’analisi si comprime e la distanza tra inganno, movimentazione del denaro e dispersione del profitto illecito si riduce drasticamente. Una prevenzione efficace non può più dipendere soltanto dalla ricostruzione successiva dell’operazione, ma deve fondarsi sulla capacità di intercettare precocemente la frattura tra identità dichiarata, comportamento digitale e destinazione economica dei fondi.
Il messaggio più concreto del documento è proprio questo: la collaborazione attiva non si misura sulla quantità delle segnalazioni, ma sulla loro utilità. Una SOS formalmente corretta, ma generica, tardiva o costruita su formule ripetitive, difficilmente aggiunge valore all’analisi finanziaria. Al contrario, una segnalazione selettiva, tempestiva e tecnicamente informata può contribuire a bloccare fondi, individuare reti criminali, tutelare le vittime e orientare le indagini. È su questa qualità, più che sulla mera produzione documentale dell’adempimento, che si giocherà la tenuta effettiva dei presìdi antiriciclaggio nei prossimi anni.
Quotidianopiù è anche
su WhatsApp!
Clicca qui per iscriverti gratis e seguire
tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.
© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.
Vedi anche
L’incontro promosso dal Dipartimento del Tesoro del MEF ha offerto una panoramica di apprezzabile sistematicità sullo stato di avanzamento del cd. AML Package - il corpus norma..
Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o
contatta il tuo
agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.