La gestione dell’assenza per malattia, finalizzata a ricevere le tutele economiche e normative previste dalla legge (art. 2110 c.c.) rappresenta un aspetto di ordinaria gestione del rapporto di lavoro spesso percepito con una certa rigidità, in ragione del fondamentale rispetto degli obblighi di attenta comunicazione dell’assenza, anche e soprattutto nei casi di continuazione della malattia.
Non si parla, ovviamente, degli aspetti più delicati di gestione del periodo di comporto, specie in presenza di situazioni particolarmente delicate legate a condizioni di disabilità. La più recente giurisprudenza, infatti, qualifica come trattamenti discriminatori indiretti tutte le azioni ed i comportamenti di gestione che toccano la delicata linea di confine tra malattia e disabilità coinvolgendo gli obblighi di matrice comunitaria di ricerca di quegli accomodamenti ragionevoli che l’art. 5 Dir. UE 2000/78 e il D.Lgs. 62/2024 indicano come fondamentali per assicurare che la condizione di disabilità del lavoratore gli assicuri un trattamento scevro da condizionamenti esterni che possano sconfinare nella discriminazione indiretta (cfr. da ultima Cass. 8211/2026;
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Francesco Geria
- Consulente del lavoro in Vicenza - Studio LabortreRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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