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A seguito di un decisivo intervento giurisprudenziale, cambiano radicalmente gli adempimenti per gli enti locali in materia di Canone Unico Patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. Con la sentenza n. 12225 del 1° maggio 2026 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno risolto un lungo contrasto, decretando che il Canone ha a tutti gli effetti natura tributaria e che le relative controversie spettano alla giurisdizione del giudice tributario.

Fino a questo momento, il Dipartimento delle Finanze aveva considerato l'entrata come patrimoniale, escludendo i relativi provvedimenti dagli obblighi di pubblicità telematica. La svolta dei giudici di legittimità impone ora un immediato cambio di rotta amministrativa per garantire l'uniformità dei comportamenti dei comuni, delle province e delle città metropolitane.

Le regole di efficacia

La qualificazione del Canone come tributo locale attrae la disciplina delle tariffe e dei regolamenti all'interno del circuito di pubblicità sul sito internet del Dipartimento delle Finanze. L'efficacia stessa delle delibere comunali per l'anno di riferimento è ora subordinata al rispetto di precise scadenze perentorie:

  • invio telematico: i comuni devono trasmettere gli atti esclusivamente online tramite il Portale del federalismo fiscale;
  • termine di trasmissione: il caricamento deve avvenire entro il 14 ottobre 2026;
  • termine di pubblicazione: il Ministero provvederà alla pubblicazione online entro il 28 ottobre 2026. La mancata pubblicazione entro tale data determina l'inapplicabilità delle tariffe per l'anno in corso.

Per quanto riguarda province e città metropolitane, la pubblicazione sul sito ministeriale non ha invece efficacia costitutiva, ma mantiene una valenza puramente informativa. 

Cosa succede per l'anno d'imposta 2026

La Circolare n. 1/DF del 22 maggio 2026 mette in chiaro la gestione della fase transitoria, considerando che la decisione della Cassazione è giunta quando i termini di programmazione economica erano già decorsi:

  • stop a nuove delibere: il termine ultimo per l'adozione dei bilanci di previsione e dei relativi regolamenti tariffari per il 2026, inizialmente fissato al 31 dicembre, era stato differito al 28 febbraio 2026. Essendo tale data ormai spirata, gli enti locali non possono adottare nuovi atti deliberativi per l'anno corrente;
  • obbligo di invio del pregresso: i comuni devono trasmettere entro il 14 ottobre le delibere eventualmente già approvate per il 2026;
  • il principio di ultrattività: in assenza di una nuova deliberazione specifica per il 2026, i comuni devono inviare unicamente l'ultimo atto vigente alla data del 1° maggio 2026. Il Ministero chiarisce che non bisogna inviare l'intero storico: se un comune ha istituito il Canone nel 2021 e ha modificato le tariffe nel 2024, dovrà trasmettere esclusivamente la delibera del 2024.

Fonte: Circ. MEF 22 maggio 2026 n. 1/DF

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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Andrea Amantea

- Giornalista pubblicista - Dottore commercialista

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