La corruzione è ancora un grave problema a livello dell’UE in quanto minaccia la stabilità e la sicurezza delle società. Lo scopo della Dir. UE 2026/1021 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dell’11 maggio 2026 è contrastare la corruzione mediante il diritto penale, consentendo una migliore cooperazione transfrontaliera tra le autorità competenti.
La direttiva ridisegna l’architettura europea di contrasto alla corruzione, sostituendo la decisione quadro 2003/568/GAI e la convenzione del 1997 sulla corruzione dei funzionari UE e nazionali, e modificando la Dir. UE 2017/1371 sulla tutela degli interessi finanziari dell’Unione.
La direttiva introduce un catalogo ampio di reati: corruzione nel settore pubblico e privato (attiva e passiva), appropriazione indebita da parte di funzionari, traffico d’influenze, esercizio illecito di funzioni pubbliche, intralcio alla giustizia, arricchimento mediante reato di corruzione e occultamento.
La nozione di “funzionario pubblico” viene estesa a chiunque eserciti funzioni di pubblico servizio, incluse persone che operano in imprese pubbliche o controllate dallo Stato, fondazioni e persone giuridiche che svolgono servizi di interesse generale, nonché funzionari di organizzazioni internazionali e delle istituzioni UE. È definita anche la categoria dei “funzionari di alto livello”, cui sono associate specifiche circostanze aggravanti.
Gli Stati membri dovranno prevedere pene detentive massime di almeno cinque anni per i casi più gravi di corruzione nel settore pubblico, quattro anni per appropriazione indebita, arricchimento e occultamento, e tre anni per la corruzione nel settore privato e il traffico d’influenze.
Per le persone giuridiche, le sanzioni pecuniarie potranno arrivare almeno al 5% del fatturato mondiale o, in alternativa, a 40 milioni di euro per i reati più gravi, oltre a misure come esclusione dai fondi pubblici, revoca di autorizzazioni, liquidazione giudiziale e sorveglianza giudiziaria.
La direttiva non si limita a sanzionare: impone campagne di sensibilizzazione, misure di integrità, trasparenza e responsabilità nella pubblica amministrazione, norme su conflitti di interessi, dichiarazioni patrimoniali e trasparenza nel finanziamento politico.
Ogni Stato membro dovrà adottare e pubblicare una strategia nazionale anticorruzione, elaborata in consultazione con società civile, organismi anticorruzione ed esperti, e dovrà istituire o designare organismi o unità specializzate per prevenzione e repressione, dotandole di risorse adeguate.
Per contrastare un fenomeno per sua natura transnazionale, la direttiva rafforza la cooperazione tra Stati membri, Europol, Eurojust, Procura europea e OLAF, promuovendo l’uso sistematico della piattaforma SIENA per lo scambio sicuro di informazioni.
Il recepimento dovrà avvenire entro il 1° giugno 2028, con un termine esteso al 1° giugno 2029 per la piena attuazione delle strategie nazionali e delle valutazioni settoriali del rischio.
Fonte: Dir. UE 2026/1021 (GUUE 11 maggio 2026)
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