Il Consiglio dei Ministri, lo scorso 30 aprile, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di attuazione della Dir. UE 970/2023, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne. Il testo licenziato (di cui si attende ora l'emanazione da parte del Presidente della Repubblica e la definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari e dal Garante per la privacy, con importanti novità rispetto alle bozze circolate in precedenza.
Tali modifiche, effetto del passaggio parlamentare, riguardano in particolare molti degli elementi qualificanti della norma: concetti base, come quello dello “stesso lavoro” e del lavoro “di pari valore”.
La presunzione di conformità del CCNL
Una prima modifica significativa, intervenuta al primo comma dell’art. 4, riguarda l’ambito di applicazione della presunzione della conformità del contratto collettivo.
Nella più recente bozza del decreto, riguardo la suddetta presunzione di conformità ai principi generali, scompare il riferimento a ai CCNL «di cui al presente decreto» così che adesso “l’applicazione di un contratto collettivo nazionale di lavoro stipulato da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, comprensivo ...
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