È ormai imminente la scadenza del termine del 30 aprile 2026 entro cui i contribuenti interessati dovranno presentare l’istanza di accesso alla c.d. rottamazione quinquies per definire in via agevolata le cartelle di pagamento. Tra i vantaggi che potrebbero derivare da un corretto accesso alla nuova sanatoria non devono essere sottovalutati quelli correlati alla futura ed eventuale adesione al Concordato Preventivo Biennale per gli anni 2026-207. Infatti, per i contribuenti titolari di partita IVA, soggetti ISA o in regime forfettario, che mirano a siglare il patto con il Fisco entro il prossimo 30 settembre 20206, la gestione tempestiva delle posizioni debitorie pregresse potrebbe diventare un presupposto imprescindibile: la definizione agevolata delle cartelle, infatti, potrebbe neutralizzare una delle cause ostative all'accesso al CPB – ossia la presenza di debiti tributari e contributivi di ammontare complessivo superiore a 5.000 euro - a patto di agire secondo una precisa e corretta scansione temporale.
Causa ostativa al CPB e sua eliminazione: presenza dei debiti e rateizzazione
L'istituto del CPB, introdotto dal D.Lgs. 13/2024, consente di definire in anticipo il carico fiscale per due periodi d'imposta, offrendo certezza al contribuente e semplificando il rapporto con l'Amministrazione finanziaria. Tuttavia, l'accesso a tale regime è subordinato a stringenti requisiti di regolarità. In particolare, l'art. 10 c. 2 D.Lgs. 13/2024 stabilisce una condizione ostativa dirimente laddove esige per l’accesso al CPB l'assenza, con riferimento al periodo d'imposta precedente a quelli cui si riferisce la proposta (quindi, al 31 dicembre 2025 per il CPB 2026-2027), di debiti tributari amministrati dall'Agenzia delle Entrate o di debiti contributivi di ammontare complessivo superiore a 5.000 euro. Ai fini del calcolo della suddetta soglia, rilevano i debiti definitivamente accertati con sentenza irrevocabile o con atti impositivi non più soggetti a impugnazione". La Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 9/E del 24 giugno 2025 ha precisato che per debiti si intendono quelli derivanti, ad esempio, dalla notifica di atti impositivi (avvisi di accertamento, atti di contestazione, ecc.) o di cartelle di pagamento conseguenti a controlli automatizzati e formali. Il rispetto di tale requisito deve essere autocertificato dal contribuente nel modello CPB, con evidenti conseguenze in caso di dichiarazioni mendaci.
La stessa norma che introduce il vincolo offre anche la soluzione. Il medesimo art. 10 c. 2 D.Lgs. 13/2024 prevede espressamente che non concorrono al predetto limite i debiti oggetto di provvedimenti di sospensione o di rateazione sino a decadenza dei relativi benefici secondo le specifiche disposizioni applicabili. La logica alla base di tale regola è chiara: un contribuente che ha attivato un piano di rientro e lo sta onorando non è considerato fiscalmente inaffidabile ai fini dell'accesso al patto biennale.
La Rottamazione Quinquies come strumento strategico
In questo quadro normativo si inserisce l'opportunità offerta dalla Rottamazione quinquies ormai in scadenza, disciplinata dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025). Aderendo correttamente e tempestivamente a questa nuova definizione agevolata entro il 30 aprile 2026, il contribuente potrà trasformare un debito scaduto, potenzialmente ostativo, in un piano di rateazione che, per espressa previsione di legge, lo rende idoneo all'accesso al CPB eliminando una potenziale causa ostativa di accesso all’istituto per il 2026-2027.
La sequenza operativa per sfruttare questa sinergia è la seguente:
Una volta perfezionata l'adesione alla rottamazione con il pagamento della prima rata, il debito rientra a pieno titolo tra quelli "in rateazione", venendo così escluso dal computo della soglia dei 5.000 euro.
Per una corretta pianificazione, sarà importante conoscere gli aspetti operativi della misura:
Conclusione
Per accedere al prossimo CPB il contribuente dovrà prestare attenzione, tra l’altro, alla propria posizione debitoria.
Per i debiti che superano la soglia dei 5.000 euro ma che non rientrano nel perimetro della Rottamazione quinquies, la strada per il CPB non è preclusa. Il contribuente può ricorrere alla rateazione ordinaria ai sensi dell'art. 19 DPR 602/73: ottenendo una dilazione per tali debiti e mantenendola regolarmente attiva, anche queste posizioni debitorie saranno neutralizzate ai fini dell'accesso al concordato.
Per quelli che rientrano nella nuova sanatoria, la scadenza del 30 aprile non è solo un mero adempimento, ma una finestra potenzialmente strategica: una pianificazione attenta, che può combinare l'adesione alla rottamazione con la richiesta di rateazioni ordinarie, consente di sanare le pendenze e, al contempo, di aprire le porte a un biennio di stabilità e certezza fiscale garantito dal Concordato Preventivo Biennale per il 2026-2027.
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