1. EDITORIALE di Valentino Tamburro
La mobilità internazionale dei lavoratori rappresenta oggi una delle sfide più stimolanti e, al contempo, tecnicamente insidiose del panorama professionale moderno. Il quadro normativo è stato profondamente trasformato dal D.Lgs. 209/2023, che ha ridefinito i criteri di attrattività del sistema Italia per i lavoratori impatriati, imponendo una distinzione netta tra le nuove regole e la disciplina precedente. A questa evoluzione si aggiungono le sfide dello smart working internazionale, dove il lavoro da remoto per datori esteri solleva nodi critici sulla residenza fiscale e sul rischio di stabile organizzazione. Anche il comparto dei frontalieri vive una fase di mutamento, guidata dal nuovo Accordo Italia-Svizzera che ha riscritto le regole per chi opera nelle zone di confine. Muoversi con successo nella mobilità transnazionale significa saper coordinare gli ordinamenti interni con le Convenzioni internazionali e le direttive europee. Solo attraverso una visione d’insieme, che integri gli aspetti retributivi, fiscali e la sicurezza sociale, è possibile trasformare la mobilità in un’opportunità di valore per il lavoratore e in un vantaggio c...
2. LAVORATORI IMPATRIATI E REGIME FISCALE di Valentino Tamburro e Gianluca Marini
Dal 1° gennaio 2024 è operativo il nuovo regime fiscale per i lavoratori impatriati, che ha sostituito il previgente impianto normativo, salvo una serie di disposizioni transitorie. La riforma si inserisce nel quadro della revisione della fiscalità internazionale e persegue un duplice obiettivo: rafforzare l’attrattività del sistema Paese nei confronti di lavoratori qualificati e, al contempo, ridurre profili di utilizzo opportunistico dell’agevolazione. La nuova disciplina prevede requisiti più stringenti e una rimodulazione dell’intensità del beneficio rispetto al passato. Il nuovo assetto normativo si colloca dunque in un contesto di significativa espansione del regime, cui il legislatore ha inteso imprimere un riordino sistematico e selettivo.
2.1 Contesto del nuovo regime fiscale
Il regime fiscale dei lavoratori transnazionali si fonda sulla ripartizione o concorrenza della potestà impositiva tra lo Stato di residenza (ossia il Paese dove il lavoratore ha la propria dimora abituale, il centro degli interessi vitali etc.) e lo Stato della fonte (dove il red...
3. LAVORATORI IMPATRIATI: REQUISITI PER L’AGEVOLAZIONE di Valentino Tamburro
Possono accedere al nuovo regime degli impatriati coloro che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, dopo un periodo di residenza all’estero che va da un minimo di 3 a un massimo di 7 anni, anche se l’avvio dell’attività lavorativa non è immediatamente collegato al trasferimento della residenza. Gli ulteriori requisiti per accedere al regime sono costituiti: dall’impegno a risiedere in Italia per almeno 4 periodi d’imposta; dallo svolgimento dell’attività lavorativa nel territorio dello Stato italiano per la maggior parte del periodo d’imposta; dal possesso dei requisiti di elevata qualificazione o specializzazione.
3.1 Trasferimento della residenza in Italia
Il presupposto principale per l’accesso al regime è l’acquisizione della residenza fiscale in Italia ai sensi dell’art. 2 TUIR, che richiede la presenza, per la maggior parte del periodo d’imposta, di almeno uno dei seguenti elementi:
4. LAVORATORI IMPATRIATI: COME FRUIRE DELL'AGEVOLAZIONE di Valentino Tamburro
Per lavoratori i dipendenti, l’agevolazione si ottiene presentando al datore di lavoro una dichiarazione sostitutiva con i dati di residenza e i requisiti di spettanza, permettendo l’applicazione del beneficio direttamente in busta paga o tramite conguaglio. I lavoratori autonomi, che applicano l’agevolazione in sede di dichiarazione dei redditi, possono chiedere la riduzione della ritenuta d’acconto alla fonte ai propri committenti. In quest’ultimo caso, è necessaria una comunicazione scritta ai committenti per calcolare il 20% solo sulla quota imponibile, ottimizzando così i flussi finanziari nel corso del periodo d’imposta.
4.1 Lavoratori dipendenti
Per il lavoratore dipendente, l’accesso al beneficio non è automatico ma passa attraverso una richiesta scritta al datore di lavoro. Il lavoratore deve consegnare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (ai sensi del DPR 445/2000). All’interno di questo documento è fondamentale indicare:
5. REGIME DEGLI IMPATRIATI: PROFILI DI CRITICITÀ INTERPRETATIVE di Valentino Tamburro
Gli interventi di prassi dell’Agenzia delle Entrate in relazione al previgente regime degli impatriati hanno generato un significativo contenzioso, in particolare con riferimento: i) ai casi di rientro in Italia a seguito di distacco all’estero; ii) alla possibilità di fruire dell’agevolazione mediante istanza di rimborso o dichiarazione integrativa a favore presentate oltre il termine di 90 giorni dalla scadenza ordinaria della dichiarazione dei redditi; iii) alla proroga del regime in favore dei soggetti non iscritti all’AIRE, limitatamente ai lavoratori rientrati prima del 30 aprile 2019. In relazione a tali profili, caratterizzati da orientamenti interpretativi non sempre univoci, non può escludersi la necessità di un intervento nomofilattico delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, volto a dirimere in via definitiva le questioni ancora controverse.
5.1 Rientro a seguito di distacco dall’estero
Con la Circ. AE 33/2020 l’Agenzia delle Entrate ha sostenuto che il previgente regime degli impatriati non sarebbe applicabile in tutte quelle ipotesi in cui il lavoratore...
6. ESPATRIATI: LA GESTIONE DEL LAVORO DIPENDENTE PRESTATO ALL’ESTERO di Carmela Bisesti e Gianluca Foligno
Il regime fiscale delle retribuzioni convenzionali trova applicazione, al ricorrere di determinati requisiti, nei confronti dei lavoratori dipendenti che pur essendo fiscalmente residenti in Italia, prestano abitualmente servizio all’estero. Nel corso degli anni, diversi chiarimenti di prassi e interventi giurisprudenziali ne hanno progressivamente definito l’ambito applicativo, contribuendo a renderlo più coerente, certo e aderente alla finalità di determinare in via forfettaria il reddito dei lavoratori stabilmente impiegati fuori dal territorio nazionale.
6.1 Natura della permanenza all’estero
Nell’ambito della gestione del personale all’estero, sono soggetti espatriati i dipendenti che, pur mantenendo un legame giuridico e previdenziale con l’azienda mandante in Italia, vengono distaccati o trasferiti oltre confine, attivando regimi fiscali che derogano alla tassazione ordinaria. Per gli espatriati che conservano la residenza fiscale in Italia, il sistema tributario opera una distinzione netta basata sulla durata e sulle modali...
7. LAVORATORI FRONTALIERI di Pietro Rossomando
La disciplina dei lavoratori frontalieri regola il trattamento fiscale del reddito di lavoro dipendente prestato in Stati confinanti da soggetti residenti in Italia, prevedendo la tassazione limitatamente alla parte eccedente una soglia di esenzione stabilita dalla legge. Il quadro normativo si coordina con le Convenzioni contro le doppie imposizioni, che possono attribuire potestà impositiva esclusiva o concorrente allo Stato della fonte e a quello di residenza, con particolare rilievo per il nuovo Accordo tra Italia e Svizzera applicabile dal 2024. La materia coinvolge altresì i profili previdenziali, disciplinati dalle regole europee sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, nonché le implicazioni derivanti dallo smart working transfrontaliero in termini di ripartizione degli obblighi fiscali e contributivi.
7.1 Profili fiscali e contributivi
Con la L. 147/2013, il legislatore tributario introduce la disciplina di cui al comma 175, con effetto dal 1° gennaio 2014, disponendo che “il reddito da lavoro dipendente prestato all’estero in zona di frontiera o in altri paesi l...
8. SICUREZZA SOCIALE E LEGISLAZIONE PREVIDENZIALE NELLA MOBILITÀ INTERNAZIONALE DEL LAVORO di Carmela Bisesti e Gianluca Foligno
La disciplina della sicurezza sociale in ambito internazionale individua la legislazione previdenziale applicabile quando l’attività lavorativa si svolge in uno o più Stati, prevenendo fenomeni di doppia contribuzione o vuoti di tutela. Nell’UE il coordinamento è regolato dai Regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009, fondati sul principio di unicità della legislazione applicabile e sulla lex loci laboris, con specifiche deroghe quali il distacco. Nei rapporti con Paesi extra-UE assumono rilievo le convenzioni bilaterali, che possono prevedere un coordinamento completo o parziale delle assicurazioni. In assenza di accordi opera la disciplina unilaterale italiana, con possibile sovrapposizione di obblighi contributivi e applicazione delle retribuzioni convenzionali.
8.1 Legislazione previdenziale applicabile
Quotidianopiù è anche
su WhatsApp!
Clicca qui per iscriverti gratis e seguire
tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.
© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.
Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o
contatta il tuo
agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.