La Commissione Europea ha avviato un procedimento formale per indagare se Snapchat garantisce un elevato livello di sicurezza, privacy e protezione dei minori online, in conformità con la legge sui servizi digitali (Digital Service Act – DSA).
Snapchat potrebbe aver violato il DSA esponendo i minori a tentativi di reclutamento per scopi criminali, nonché a informazioni sulla vendita di beni illegali, come droghe o prodotti con limiti di età, come vaporizzatori e alcol.
L’azione della Commissione si concentra su cinque aree chiave.
In primo luogo, i meccanismi di verifica dell’età: Snapchat richiede agli utenti di avere almeno 13 anni, ma si affida essenzialmente all’autodichiarazione, misura ritenuta potenzialmente insufficiente per impedire l’accesso ai più piccoli e per offrire un’esperienza realmente adeguata agli under 18.
In secondo luogo, la Commissione sospetta che la piattaforma non protegga in modo efficace i minori da contatti con adulti malintenzionati che si fingono coetanei, favorendo così fenomeni di sfruttamento sessuale o coinvolgimento in attività illecite.
Terzo punto critico sono le impostazioni predefinite degli account: i profili di bambini e adolescenti sarebbero automaticamente raccomandati ad altri utenti tramite la funzione “Trova amici”, con notifiche push attive e senza un’adeguata guida iniziale sulle impostazioni di sicurezza e privacy.
La Commissione contesta inoltre a Snapchat una moderazione dei contenuti non sufficientemente efficace nel limitare la circolazione di informazioni che indirizzano alla vendita di prodotti illegali o soggetti a limiti di età, cui possono accedere anche utenti minorenni.
Infine, sotto osservazione finiscono i meccanismi di segnalazione dei contenuti illegali, ritenuti poco accessibili e poco intuitivi, talvolta basati su schemi di design riconducibili ai cosiddetti dark pattern, e la mancata informazione chiara sulle possibilità di ricorso interne.
L’apertura del procedimento permette alla Commissione di raccogliere ulteriori prove, imporre misure provvisorie e, se del caso, adottare una decisione di non conformità o accettare impegni da parte della società. L’indagine assorbe quella già avviata nel 2025 dal coordinatore dei servizi digitali olandese sull’acquisto di vaporizzatori da parte di minori, e si basa anche sulle linee guida 2025 per la protezione dei minori ai sensi del DSA, che escludono l’autodichiarazione come strumento affidabile di verifica dell’età.
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Barbara Lacchini - Giornalista ICT
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