Un’impresa di medie dimensioni avvia un processo di accentramento della funzione amministrativa. Un addetto paghe in forza presso una succursale riceve di conseguenza la comunicazione di trasferimento alla sede principale (distante circa 85 km).
Il lavoratore contesta la misura, rilevando che:
Non risulta, inoltre, che l’azienda abbia svolto una verifica circa la sussistenza di alternative meno gravose (redistribuzioni, riassegnazioni, modalità ibride).
Il dipendente dunque impugna il trasferimento, chiedendo dichiararsi l’illegittimità dello stesso e la riassegnazione alla sede di provenienza, oltre al ristoro dei maggiori oneri sostenuti.
Quadro normativo e giurisprudenziale
L’art. 2103 c.c. consente il trasferimento del dipendente ad altra unità produttiva, solo se sorretto da comprovate ragioni tecniche, organizzative o produttive. In proposito, il controllo di legittimità non riguarda tanto l’opportunità della scelta, quanto la sua effettività: occorrono ragioni concrete e attua...
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- Responsabile Relazioni Industriali di Autostrade per l'Italia s.p.a.Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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