Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con News del 18 marzo 2026, ha comunicato la pubblicazione delle istruzioni operative aggiornate riguardanti la prosecuzione del trattamento di mobilità in deroga per l'anno 2026, destinato ai lavoratori impiegati in aree di crisi industriale complessa.
Prevista dall'art. 53-ter DL 50/2017, la mobilità per le aree di crisi complessa è stata rifinanziata dal cd. Decreto Milleproroghe 2026 (DL 200/2025, convertito in L. 26/2026): in particolare tramite l'art. 14, che ha esteso a quest'ultima lo stanziamento da 100 milioni di euro a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione, che la legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) aveva in un primo momento dedicato al solo completamento dei piani di recupero occupazionale.
Centralizzazione della gestione finanziaria
Come anticipato dallo stesso Ministero (Circ. 10 febbraio 2026 n. 3), a differenza degli anni passati, per il 2026 non è più prevista l'emanazione di decreti interministeriali per la ripartizione preventiva delle risorse tra le diverse Regioni. La gestione finanziaria della misura è infatti accentrata presso il Ministero del Lavoro che, in collaborazione con l'INPS, verificherà la sostenibilità finanziaria di ogni singola richiesta in base all'ordine cronologico di presentazione.
Resta comunque ferma la competenza delle Regioni per quanto riguarda l'individuazione dei potenziali beneficiari e la gestione operativa delle politiche attive del lavoro.
Procedure di invio e requisiti delle istanze
Per l'anno 2026, la mobilità in deroga riguarderà esclusivamente periodi a decorrere dal 1° gennaio 2026.
Le istanze devono essere accompagnate da una dettagliata documentazione, come già previsto dalla Circ. 8 ottobre 2025 n. 16. In particolare, è richiesta una relazione che specifichi:
Condizionalità e politiche attive
L’erogazione del trattamento è strettamente subordinata alla partecipazione effettiva a misure di politica attiva del lavoro, nei termini stabiliti dal D.Lgs. 150/2015. Le istruzioni operative richiamano, in particolare, il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e la normativa vigente in tema di servizi per il lavoro. La condizionalità è un elemento centrale: le Regioni devono comunicare i piani regionali all'ANPAL e al Ministero, assicurando la profilazione e la programmazione di percorsi specifici per i lavoratori.
Errata corrige
Le istruzioni ministeriali si concludono con una nota di errata corrige relativa alla citata Circ. 8 ottobre 2025 n. 16: a pagina 3 del citato documento, il riferimento temporale corretto per una precedente circolare è il 13 giugno 2017, e non il 13 giugno 2027 come erroneamente indicato per un refuso materiale.
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