L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 63 del 3 marzo 2026, apre al computo, nel requisito del 10% dei versamenti per il rilascio del Documento unico di regolarità fiscale (DURF), anche dei pagamenti effettuati a seguito di avvisi bonari, purché ricadano nel triennio di riferimento delle dichiarazioni considerate.
I versamenti tramite Mod. F24 relativi alle comunicazioni di irregolarità e agli avvisi telematici emessi a seguito di controllo automatizzato ex art. 36-bis DPR 600/73 e art. 54-bis DPR 633/72 possono concorrere al calcolo dei complessivi versamenti registrati nel conto fiscale richiesti dall’art. 17-bis c. 5 lett. a) D.Lgs. 241/97, se eseguiti nell’ultimo triennio rilevante.
Il caso di specie riguarda una società operante nel settore degli appalti e subappalti che, per poter lavorare con committenti pubblici e privati, necessita del DURF previsto dall’art. 17-bis D.Lgs. 241/97 e disciplinato dal Provv. AE 54730/2020.
Nel triennio considerato, la società aveva effettuato: versamenti ordinari (ritenute, IVA, contributi, imposte dirette), versamenti in ravvedimento operoso e pagamenti conseguenti ad avvisi bonari, tutti tramite Mod. F24. Da qui il dubbio se anche questi ultimi potessero essere inclusi nel numeratore del rapporto del 10%.
Si ricorda che l’art. 17-bis , introdotto dall’art. 4 DL 124/2019, ha rafforzato i presidi contro le frodi in materia di appalti, imponendo specifici adempimenti in capo ai committenti e alle imprese appaltatrici e subappaltatrici. Tra le condizioni per l’esonero dagli obblighi di controllo sulle ritenute, il c. 5 lett. a) richiede che, nell’ultimo triennio, le imprese abbiano eseguito complessivi versamenti registrati nel conto fiscale almeno pari al 10% dei ricavi o compensi dichiarati.
La Circ. AE 12 febbraio 2020 1/E aveva già precisato che, ai fini del numeratore, rilevano i versamenti tramite Mod. F24 per tributi, contributi e premi INAIL, al lordo dei crediti compensati, con esclusione dei pagamenti di debiti iscritti a ruolo.
Con la risposta in commento, l’Agenzia delle Entrate riconosce che i pagamenti degli avvisi bonari, in quanto espressione di volontà e capacità di adempiere agli obblighi tributari e in quanto registrati nel conto fiscale, rientrano nel perimetro dei versamenti utili, se effettuati nel periodo compreso tra l’inizio del periodo d’imposta della dichiarazione più remota e la fine del periodo d’imposta della dichiarazione più recente del triennio considerato.
Fonte: Risp. AE 3 marzo 2026 n. 63
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Matteo Dellapina
- Avvocato, Cultore in Diritto Tributario presso l’Università di PaviaRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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