La Corte di Cassazione, con la pronuncia in commento, offre un'interessante interpretazione della normativa sulla protezione dei dati vigente all'epoca dei fatti, precedentemente al D.Lgs. 101/2018 di adeguamento alle disposizioni del Reg. UE 2016/679 (GDPR), in tema di consenso al trattamento dei dati personali.
Questi i fatti: dopo la morte della madre, titolare di un'azienda dove le stesse lavoravano, le due figlie sono state chiamate all'eredità. Il soggetto detentore della documentazione contabile e fiscale della de cuius, in funzione di patronato , aveva consegnato, tra gli altri documenti, ad una delle figlie l'estratto contributivo INPS relativo alla sorella, senza delega di questa, né consenso espresso al trattamento dei suoi dati personali.
Quest'ultima, pertanto, in data 12.11.2013 presentava ricorso ex art. 152 del Codice Privacy (D.Lgs.. 196/2003) davanti al Tribunale di Potenza sostenendo che le consegna dei documenti di cui sopra costituiva illecito trattamento di dati personali e chiedendo il risarcimento dei danni. Il Tribunale respingeva la domanda condannandola al pagamento delle spese. La signora presentava pertanto ricorso per cassazione.
Quadro normativo
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