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Il nuovo Testo Unico IVA e il paradosso del "doppio binario"

Il supplemento alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2026 ha pubblicato il decreto legislativo 19 gennaio 2026, n. 10, recante il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di imposta sul valore aggiunto.

Questo atto normativo avrà effetto dal 1° gennaio 2027. Considerando che lo storico DPR 26 ottobre 1972, n. 633 (legge IVA) è sicuramente la norma che non ha ancora visto l'adozione delle numerose modifiche che erano state proposte dalla Commissione di esperti nel settembre 2023, così come dovrà recepire la nuova struttura delle aliquote previste dalla direttiva UE 2025/542, assisteremo nel corso di quest'anno a doppie modifiche, così come abbiamo visto – sia pure per entità minori – nei testi unici già adottati e già modificati.

Ovvero, essendo tuttora in vigore la legge IVA, tutte le modifiche da apportare a questo tributo dovranno avere un atto normativo che modifichi la norma “storica” e anche il Testo Unico.

L'adozione del Testo Unico si inserisce nello stravagante schema della legge delega: prima i testi unici, poi le modifiche alle norme di origine e poi il codice tributario.

I contribuenti, ed in particolare il personale amministrativo che gestisce gli adempimenti IVA, dopo più di cinquant'anni dall'entrata in vigore del DPR 633/72 (cinquantaquattro anni) conoscono a memoria cosa significano i più rilevanti articoli di questo provvedimento: chiunque sa, ad esempio, di cosa si occupa l'articolo 8 (esportazioni e vendite agli esportatori abituali) piuttosto che l'articolo 21 sulla fatturazione.

Era sorto il timore che avremmo dovuto apprendere la nuova numerazione degli articoli nel Testo Unico, per poi dimenticarla ed impararne un'altra quando le norme sarebbero state trasfuse nel codice tributario.

Il vice-ministro Maurizio Leo, in uno dei suoi ricorrenti interventi, ha dichiarato che la strada sarà un'altra: il codice tributario dovrebbe esemplarsi non su quello francese, che ha nel suo testo le regole generali e quelle specifiche di ogni tributo, ma a quello tedesco, che dispone solo per la parte generale, mentre ogni tributo ha la sua legge specifica.

Questa legge specifica sarebbero proprio i Testi Unici, che quindi ci obbligherebbero a fare un solo passaggio normativo. Sarebbe utile una tabella di concordanza ufficiale, dalla norma riprodotta all'articolo del Testo Unico.

Verso il Codice tributario: la sfida dell'accertamento unico

A questo punto dobbiamo attenderci la pubblicazione nel 2026 degli altri Testi Unici, ed in particolare quello sull'accertamento di tutti i tributi. Ancora oggi i verificatori, quando redigono un verbale di constatazione, devono richiamare congiuntamente gli articoli 51 e seguenti della legge IVA nonché 32 e seguenti del DPR 600/73 (accertamento delle imposte sui redditi).

L'unificazione dell'attività di accertamento era stata prevista molti anni fa, e la risposta era: quando avremo l'Agenzia delle Entrate, unificando gli uffici IVA (che devono applicare la 633) e quelli delle imposte dirette (soggetti al DPR 600/73).

L'Agenzia delle Entrate ha già festeggiato il venticinquesimo dalla sua istituzione, avvenuta il 1° gennaio 2001, e anche quest'anno dovrà duplicare i riferimenti normativi che giustificano la sua attività.

A questo proposito una riflessione sulla struttura di una normativa sull'accertamento. Nelle prime bozze dei nostri Testi Unici era previsto un unico testo normativo, che avrebbe accomunato gli adempimenti – cioè un compito dei contribuenti, dove addirittura era stata inserita la fatturazione IVA – e l'accertamento, cioè un'attività dell'amministrazione finanziaria.

Certo il riferimento al DPR 600/73 era in questo senso, ma se vogliamo ispirarci a chi di codice tributario se ne intende da 75 anni, cioè la Francia, fuori dal codice tributario c'è il libro delle procedure fiscali, che si occupa unicamente dell'attività dell'amministrazione finanziaria.

In ogni caso l'anno da poco iniziato ci farà vedere una serie di rivoluzioni normative in ambito tributario.

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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Renato Portale

- Dottore commercialista in Lecco

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