In un momento di profonda riorganizzazione del panorama normativo italiano, il D.Lgs. 184/2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 dicembre 2025), recante il nuovo "Codice degli incentivi", rappresenta una pietra miliare per il sistema economico nazionale. In vigore dal 1° gennaio 2026, il Codice punta a rivoluzionare il rapporto tra Stato e imprese, introducendo una disciplina armonizzata e digitalizzata per ogni forma di sostegno pubblico.
Il nuovo regime degli incentivi fiscali
Il Codice degli incentivi dedica un'attenzione specifica alle agevolazioni fiscali, distinguendo nettamente tra quelle che richiedono un'istruttoria tecnica e quelle a fruizione automatica:
Definizioni e forme di agevolazione
Il Codice degli incentivi uniforma il linguaggio normativo, definendo chiaramente cosa si intenda per agevolazione, un vantaggio economico su risorse pubbliche, che può assumere diverse forme:
La rivoluzione digitale: sistema "Incentivi Italia"
Il cuore della riforma è il sistema Incentivi Italia, un catalogo di servizi digitali interoperabili tra il Registro Nazionale degli Aiuti (RNA) e la piattaforma Incentivi.gov.it.
La piattaforma permetterà di ricercare gli incentivi più idonei tramite soluzioni di intelligenza artificiale, consultare i cronoprogrammi delle aperture e accedere direttamente ai bandi.
Il sistema supporterà le amministrazioni nella redazione dei bandi, nella classificazione delle voci di spesa e nel controllo sul divieto di cumulo delle agevolazioni.
Programmazione e coordinamento: il Tavolo permanente
Per evitare la frammentazione degli interventi, il Codice introduce strumenti di pianificazione rigorosi:
Accesso agli incentivi e procedure
Il Codice introduce regole ferree e trasparenti per la partecipazione ai bandi:
Ammissibilità della spesa e tracciabilità
Le spese, per essere agevolate, devono essere pertinenti, imputabili all'operazione e regolarmente contabilizzate.
Ogni operazione è identificata dal Codice Unico di Progetto (CUP), che deve essere obbligatoriamente riportato su tutte le fatture elettroniche e i titoli di spesa. La mancanza del CUP può compromettere l'ammissibilità della spesa.
Si favorisce il ricorso a costi standardizzati per ridurre gli oneri di rendicontazione a carico delle imprese.
Modalità di erogazione e controlli
L'erogazione dei fondi può avvenire in quote basate sugli stati di avanzamento (SAL) o in un'unica soluzione. È possibile ricevere anticipazioni previa presentazione di garanzie fideiussorie o assicurative. Le autorità possono effettuare ispezioni in loco in ogni fase del procedimento per verificare il mantenimento dei requisiti e il divieto di delocalizzazione.
Valutazione e revisione della spesa
Per la prima volta, gli incentivi sono sottoposti a un ciclo di valutazione sistematico:
Il ruolo delle Regioni e Autonomie Speciali
La riforma rispetta l'autonomia delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, applicandosi in compatibilità con i rispettivi statuti. Le Regioni a statuto ordinario sono tenute a conformarsi ai principi del Codice, pur mantenendo l'autonomia nell'individuazione degli incentivi per il proprio territorio.
Clausola di invarianza finanziaria
L'attuazione del Codice e il funzionamento dei nuovi organismi (come il Tavolo Permanente) non devono comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, venendo gestiti con le risorse umane e strumentali già disponibili.
Entrata in vigore
Tutte le disposizioni contenute nel D.Lgs. 184/2025 sono in vigore dal 1° gennaio 2026. Entro 120 giorni dall'entrata in vigore, dovranno essere emanati i decreti attuativi per definire i modelli di programmazione e i protocolli tecnici dei servizi digitali.
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Paola Pisano
- Dottore commercialista in CagliariRimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

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