Con il Provvedimento del 15 gennaio 2026 (prot. n. 15707/2026), l'Agenzia delle Entrate ha approvato in via definitiva la Certificazione Unica “CU 2026” relativa ai redditi 2025, unitamente alle istruzioni di compilazione, al frontespizio per la trasmissione telematica, al quadro CT e alle specifiche tecniche.
Già con il comunicato stampa del 19 dicembre 2025, l'Agenzia aveva reso disponibili – in versione non definitiva – le bozze dei modelli dichiarativi per la campagna fiscale 2026, consentendo di intercettare le principali novità che, nel caso della CU, recepiscono le innovazioni normative intervenute sui redditi 2025 e, quindi, sul rapporto sostituto–percettore, con particolare riferimento ai benefici correlati al reddito complessivo, ai regimi di non imponibilità e al riordino delle detrazioni.
Tra gli interventi più rilevanti figurano le misure a favore dei lavoratori con redditi fino a 20.000 euro e compresi tra 20.000 e 40.000 euro, nonché il citato riordino delle detrazioni d'imposta, confermando un modello CU sempre più orientato a rappresentare non solo i dati reddituali e le ritenute operate, ma una vera e propria fotografia delle scelte gestionali effettuate dal sostituto nel corso dell'anno, anche sotto profili non esclusivamente fiscali.
La CU: non solo imposte e ritenute
La CU non è soltanto l'adempimento con cui il sostituto d'imposta certifica i redditi erogati e le ritenute operate nel corso dell'anno, ma costituisce ormai un flusso informativo strutturato di elevata rilevanza per l'Amministrazione finanziaria e, più in generale, per il sistema dei controlli pubblici.
In particolare, la CU:
Un ulteriore profilo – oggi imprescindibile – è l'utilizzo della CU quale base informativa per:
Ne consegue che la certificazione non assume valore soltanto nei confronti del percipiente, ma rappresenta un elemento centrale nel sistema di ricostruzione del reddito complessivo e di verifica della corretta applicazione delle norme. Ciò spiega l'incremento progressivo del contenuto informativo richiesto: più dati significa maggiore capacità, per l'Amministrazione, di verificare coerenze, condizioni e limiti dei regimi applicati.
Conguaglio di fine anno e Certificazione Unica 2026
Se l'adempimento CU è divenuto progressivamente più articolato, ciò dipende dal fatto che molte misure fiscali recenti – in particolare quelle collegate a soglie reddituali, condizioni soggettive o regimi di favore – seguono uno schema operativo ricorrente:
Il momento nel quale questa dinamica si realizza in modo compiuto è il conguaglio di fine anno (o, in caso di cessazione, il conguaglio di fine rapporto). È in tale fase che l'intero impianto viene stabilizzato, poiché:
In tal senso, il conguaglio non costituisce un mero passaggio tecnico interno riservato all'elaborazione paghe, ma rappresenta la fase nella quale il sostituto d'imposta assume pienamente la responsabilità fiscale dell'operazione, poiché l'esito del ricalcolo e delle eventuali rettifiche viene cristallizzato nella Certificazione Unica.
L'esperienza professionale conferma che la maggior parte delle criticità che emergono in CU (incoerenze, rettifiche, CU sostitutive o annullamenti) non deriva da errori meramente compilativi, bensì da una gestione non sufficientemente presidiata delle variabili che incidono sul conguaglio: soglie reddituali, rapporti infrannuali, componenti variabili della retribuzione, modifiche anagrafiche e dei carichi di famiglia, nonché problematiche di capienza in presenza di recuperi.
Ne consegue che la fase che precede l'elaborazione delle Certificazioni Uniche – e che culmina nel conguaglio – rappresenta il punto più delicato dell'intero processo, richiedendo un presidio rafforzato delle informazioni, delle verifiche e delle riconciliazioni.
In quest'ottica, la CU 2026 non è un adempimento da gestire a ridosso della scadenza, ma l'esito certificativo di una gestione annuale che richiede presidio continuativo e piena coerenza tra dati retributivi, fiscali e informativi.
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redazione Memento
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