Un minimo di 20 anni di contributi: questa, oggi, è la soglia generale, relativa ai versamenti previdenziali, per consentire l'accesso alla pensione di vecchiaia ordinaria (art. 24 c. 6 DL 201/2011), che si ottiene con un minimo di 67 anni di età.
L'INPS, laddove non si conseguano gli accrediti minimi per la quiescenza, non restituisce la contribuzione (Corte Cost. 439/2005): i versamenti, infatti, si considerano validamente effettuati in quanto teoricamente utili per il diritto a pensione. Sono restituiti soltanto i contributi versati in eccedenza o erroneamente.
Come evitare, allora, la problematica dei cd. “contributi silenti”, ossia degli accrediti lasciati “in pancia” all'Istituto, improduttivi di trattamenti pensionistici, in quanto inferiori ai 20 anni?
Fortunatamente, esistono delle eccezioni che permettono di pensionarsi con meno di 20 anni di versamenti: tra le più rilevanti, le cd. Deroghe Amato (art. 2 c. 3 D.lgs. 503/1992), grazie alle quali il pensionamento ordinario per vecchiaia può raggiungersi con 15 anni di contributi, e la pe...
Quotidianopiù è anche
su WhatsApp!
Clicca qui per iscriverti gratis e seguire
tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.
© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.
Vedi anche
L'impianto previdenziale della Legge di Bilancio 2026 si conferma all'insegna della stabilità: all'interno del quadro delineato dalla Riforma Fornero, trovano conferma l..
Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o
contatta il tuo
agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.