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È stato pubblicato il Decreto direttoriale 9 gennaio 2026 n. 8 che adotta le “Linee Guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua”, unitamente ai relativi allegati, con le quali vengono definiti i criteri organizzativi, le regole contabili e le categorie di spesa ammissibili. 

L’obiettivo è quello di uniformare e rafforzare le modalità di gestione delle risorse pubbliche destinate alla formazione continua dei lavoratori. 

Le Linee guida, inoltre, sostituiscono le “Linee Guida sulla gestione delle risorse finanziarie attribuite ai fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000 n. 388” contenute nella Circolare ANPAL n. 1 del 10 aprile 2018.

Il contenuto delle Linee guida

1. Attivazione, organizzazione, regolamenti e controlli

Le Linee guida intervengono sulla struttura organizzativa dei Fondi, da definire all’interno di apposito Statuto, imponendo l’adozione di un Regolamento generale che disciplini in modo dettagliato i processi di gestione, rendicontazione e controllo. Tale Regolamento, soggetto ad approvazione ministeriale entro 120 giorni dalla ricezione, deve garantire la separazione dei ruoli, il principio di terzietà e la prevenzione di conflitti di interesse, senza che l’approvazione comporti una presunzione di ammissibilità automatica delle spese rendicontate.

2. Attività formative, risorse e categorie di spesa

Le Linee guida individuano le attività finanziabili, distinguendo tra attività formative aziendali, territoriali, settoriali e individuali, nonché l’ammortamento delle piattaforme di formazione a distanza.

Le risorse aggiuntive, di cui i Fondi potranno essere destinatari, si distinguono nelle seguenti macro-categorie:

  • risorse integrative che concorrono a incrementare la portata delle misure e degli interventi programmati e finanziati a valere sulle risorse del gettito dello 0,30%, in favore delle imprese aderenti o di ulteriori soggetti finanziatori;
  • risorse complementari che concorrono ad ampliare l’offerta dei servizi di formazione e di politica attiva in favore delle imprese aderenti o per conto di soggetti terzi a condizione che eventuali economie vengano reinvestite nell’ambito delle finalità del Fondo

Le spese devono essere rendicontate secondo il criterio di cassa, con l’eccezione delle quote di ammortamento, che seguono, invece, il principio di competenza economica.

Particolare attenzione è dedicata all’elenco delle spese ammissibili, che include, tra l’altro, il costo del personale interno, gli apporti professionali esterni, le spese per i discenti e i costi organizzativi strettamente connessi alla realizzazione dei piani formativi.

3. Trasparenza e conservazione della documentazione

Le Linee guida rafforzano gli obblighi di trasparenza, imponendo la pubblicazione dei bilanci e dei rendiconti finanziari e prevedendo l’obbligo di conservazione, ai fini dell’esibizione, della documentazione giustificativa per un periodo non inferiore a 10 anni dalla chiusura dell’esercizio finanziario di riferimento di ogni singolo piano formativo.

Viene, inoltre, richiesto ai Fondi di mantenere registri aggiornati dei beni ammortizzabili e di predisporre prospetti di dettaglio per la portabilità delle risorse tra Fondi, in caso di mobilità delle imprese aderenti.

Fonte: DD 9 gennaio 2026 n. 8

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
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