
lunedì 12/01/2026 • 14:14
"Vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici: i D.M. 5 marzo 2025 e l'aggiornamento della modulistica" è il titolo del documento di ricerca pubblicato il 12 gennaio 2026 dal CNDCEC e dalla FNC che analizza l'impatto dei decreti ministeriali in oggetto e il disegno di legge delega per la riforma della vigilanza.
redazione Memento
In tema di vigilanza sul settore cooperativo un documento di ricerca, pubblicato il 12 gennaio 2026, dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC), analizza l'impatto dei decreti ministeriali del 5 marzo 2025 e il disegno di legge delega per la riforma della vigilanza.
Digitalizzazione e trasparenza
Il cambiamento più significativo riguarda l'introduzione di un sistema di verbalizzazione digitale. I nuovi decreti del MIMIT stabiliscono che le risultanze delle revisioni debbano essere riportate esclusivamente sui nuovi modelli di verbale e sottoscritte dalle parti con firma digitale. Questa transizione mira a garantire maggiore trasparenza, celerità ed efficienza nell'attività di controllo.
Adeguamento al Codice della Crisi
La modulistica è stata aggiornata per riflettere le evoluzioni introdotte dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019). In particolare, i revisori dovranno ora verificare l'istituzione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili (art. 2086 c.c.), necessari per la rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale.
Il nuovo Albo Unico dei Revisori
Sul fronte professionale, il disegno di legge delega prevede l'istituzione di un Albo unico nazionale dei revisori cooperativi. L'iscrizione sarà aperta, previa selezione pubblica e superamento di un corso abilitante di almeno 90 ore, a professionisti iscritti agli Ordini dei Dottori Commercialisti, degli Avvocati e dei Consulenti del lavoro. Sono inoltre previste sanzioni rigorose, fino alla revoca dall'albo, per i revisori che non svolgano con diligenza il proprio incarico.
Regole per la revisione
Il ciclo di revisione rimane biennale per la maggior parte delle cooperative, mentre è previsto con cadenza annuale per le cooperative sociali e per quelle con fatturato superiore a specifiche soglie dimensionali. In caso di irregolarità sanabili, il revisore diffiderà l'ente a regolarizzare la propria posizione entro un termine compreso tra i 15 e i 90 giorni.
Questo aggiornamento normativo rappresenta un passo decisivo verso la modernizzazione di un comparto che riveste un ruolo cruciale nel tessuto economico e sociale del Paese.
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Enrico Napoletano
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