X

Homepage

  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
  • Info dagli ordini
  • Podcast
  • Video
  • Rassegna stampa
  • Archivio ultime edizioni
  • Il mio archivio

Accedi ai nostri nuovi servizi

Registrati alla Newsletter

Iscriviti al canale WhatsApp

Segui il canale Spotify

Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Accedi ai nostri nuovi servizi
  • Fisco
  • Lavoro
  • Contabilità
  • Impresa
  • Finanziamenti
  • Mondo Digitale
  • Speciali
Traduzione
  • ARGOMENTI
  • Antiriciclaggio
Altro
+ -
    • Condividi su
  • Tempo di lettura 2 min.

Nell’ottobre 2023 il GAFI ha iniziato il suo lavoro di rivisitazione delle proprie raccomandazioni in materia di recupero dei beni e della relativa cooperazione internazionale e ha apportato, a partire dal giugno 2024, le modifiche corrispondenti alla metodologia di valutazione. In oltre trent’anni, queste modifiche agli standard GAFI rappresentano i primi emendamenti significativi relativi alla confisca e ritraggono una trasformazione dell’approccio del GAFI a questo tema, in particolare, nel riconoscimento della necessità di fornire alle giurisdizioni uno strumento più solido per aumentare l’efficacia degli sforzi in tema di/in punto di confisca, che stavano portando al recupero solo di una piccola percentuale dei proventi di reato a livello globale.

Il termine “recupero dei beni” nella Guida odierna del GAFI (di seguito la “Guida GAFI”) ha un significato più ampio rispetto a quello attribuito ad altre organizzazioni internazionali e, in particolare, va oltre il recupero dei beni legati alla corruzione. Nel Glossario della Guida GAFI il termine recupero dei beni difatti si riferisce “al processo di identificazione, rintracciamento, valutazione, congelamento, sequestro, confisca ed esecuzione di un ordine risultante, gestione e disposizione (compresa la restituzione o la condivisione) dei beni di provenienza illecita e dei beni di valore corrispondente”. In tal senso, la definizione data dal GAFI è funzionale e comprende il processo delle fasi investigative e delle misure legali attuate al fine di privare in modo permanente i beni di provenienza illecita.

La Guida GAFI, quindi, compie un’analisi seguendo il ciclo di vita del recupero dei beni, a partire dalla creazione di solidi quadri giuridici e politici necessari per facilitare l’identificazione dei beni e le indagini finanziarie, i processi per preservare e gestire i beni in vista di un eventuale recupero e i meccanismi di cooperazione internazionale per affrontare la sfida della criminalità che trascende i confini internazionali.

Si tratta della prima guida completa e del primo documento sulle migliori pratiche del GAFI in materia di recupero dei beni e lo scopo è triplice: (i) aumentare la comprensione dei nuovi standard; (ii) assistere i paesi nella loro attuazione attraverso spiegazioni ed esempi; e (iii) contribuire a migliorare concretamente i risultati delle confische.

Il recupero dei beni come priorità politica

Le raccomandazioni riviste del GAFI indicano che il recupero dei beni deve diventare una priorità politica per le giurisdizioni. In particolare, l’attività di recupero dei beni è considerata una componente fondamentale del sistema antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (AML/CFT) di un paese e, in quanto tale, dovrebbe essere oggetto di investimenti, analisi e sviluppi costanti, al fine di ridurre e contrastare il riciclaggio di denaro e i reati presupposto e, in ultima analisi, rendere il crimine non redditizio.

Questa priorità non può essere semplicemente identificata per iscritto attraverso dichiarazioni politiche, ma deve riflettersi nella pratica attraverso lo sviluppo di solidi quadri e pratiche di recupero dei beni, includendo la massimizzazione dell’efficacia delle strutture operative per il recupero dei beni, fornendo risorse, formazione e specializzazione adeguate e consentendo un coordinamento e una cooperazione a livello nazionale accessibili e utili per le autorità coinvolte nell’identificazione, nell’indagine e nel recupero dei beni di provenienza illecita.

Nel considerare i vantaggi derivanti dal dare priorità al recupero dei beni, la Guida GAFI sottolinea la necessità per i paesi di frenare l’attività criminale eliminando l’incentivo finanziario a commettere reati e prosciugando i fondi che sostengono i gruppi criminali organizzati. Ciò non solo scoraggia coloro che cercano di perpetuare attività illegali per il proprio tornaconto personale, ma offre anche un percorso di risarcimento alle vittime che hanno subito danni fisici, mentali o finanziari a causa di reati. Difatti, i quadri di recupero dei beni sono fondamentali anche per la salute economica dei paesi: quanto più i paesi perseguono attivamente il recupero dei beni, tagliano i canali attraverso i quali il denaro sporco può fluire, tanto più aumentano le opportunità di reinvestimento nelle loro comunità e rafforzano la fiducia internazionale e gli investimenti nelle rispettive economie, rafforzando, al contempo, la cooperazione internazionale necessaria per la lotta contro la criminalità organizzata transnazionale.

Indagini finanziarie

Per aiutare le autorità a recuperare i proventi delle attività criminali, perseguire i reati e comprendere la portata delle reti criminali, le Raccomandazioni del GAFI richiedono ai paesi di condurre indagini finanziarie, fondamentali per un quadro efficace di recupero dei beni.

Il capitolo 3 della Guida FATF sottolinea che le autorità dovrebbero disporre di molteplici canali per avviare tali indagini e dovrebbero dotare tali canali delle risorse necessarie per raccogliere informazioni finanziarie e di altro tipo al fine di identificare i beni, tracciare le transazioni, scoprire la proprietà e iniziare a sviluppare strategie legali e pratiche per garantire il successo delle misure di recupero dei beni.

Un efficace recupero dei beni dipende da misure proattive volte ad avviare, il più presto possibile, indagini finanziarie in tutti i casi appropriati, in particolare in tutti i casi in cui si verificano reati che generano proventi. Ciò può essere realizzato garantendo che le autorità competenti dispongano di canali di comunicazione utilizzabili e di accesso alle informazioni per identificare e rintracciare rapidamente tutte le categorie di beni di provenienza illecita o di valore corrispondente; fornendo risorse (in particolare capacità tecnologiche) per facilitare indagini efficaci; e fornendo alle autorità competenti una formazione periodica sull’uso di un’ampia gamma di tecniche investigative di base e speciali necessarie nelle moderne indagini finanziarie.

Cooperazione internazionale

Alla luce della natura sempre più transfrontaliera delle attività criminali e della pratica quasi onnipresente del riciclaggio di fondi illeciti attraverso e verso più giurisdizioni, una solida cooperazione internazionale è un elemento chiave per facilitare il recupero dei beni. Da un lato, i responsabili politici dovrebbero emanare o ampliare le leggi di applicazione per consentire il recupero efficiente dei beni situati nella loro giurisdizione e soggetti a procedimenti di recupero di beni all’estero, dall’altro lato, le autorità competenti dovrebbero snellire i processi che potrebbero rallentare la cooperazione e provocare la fuga o la dissipazione dei beni.

È necessaria una nuova determinazione a trovare modi legali per impegnarsi in una cooperazione informale - basata su intelligence utilizzabile, condivisione di informazioni e comunicazione senza soluzione di continuità - in ogni fase del processo di recupero dei beni.

Gli standard del GAFI sono, quindi, stati rivisti per incoraggiare processi più efficienti, con meno ostacoli burocratici e maggiore produttività e nel capitolo sei i paesi vengono incoraggiati ad affrontare la cooperazione internazionale con l’obiettivo di garantire che essa sia ben sviluppata e agile.

In particolare, ciò significa che può essere implementata in modo rapido e flessibile al fine di rendere il recupero dei beni il più efficace possibile e impedire la creazione di paradisi dove i criminali possono nascondere i propri beni senza preoccuparsi che possano essere raggiunti da misure di recupero dei beni.

Quattro considerazioni pratiche possono riassumere questo nuovo approccio alla cooperazione in materia di recupero dei beni:

  1. Reciprocità: i paesi dovrebbero essere in grado di fare per gli altri quanto possono fare nei propri casi interni in termini di indagini, raccolta di prove, sequestro, gestione, ecc.;
  2. proattività: le giurisdizioni sono incoraggiate a collaborare in modo proattivo e spontaneo per condividere informazioni che possano portare al recupero dei beni e avviare nuove indagini o casi all’estero;
  3. adeguatezza: occorre scegliere i mezzi più efficienti per raggiungere l’obiettivo, come la divisione dei compiti nei casi che coinvolgono più giurisdizioni e il ricorso a esperti specializzati, ove possibile; e
  4. informalità: i paesi dovrebbero ricorrere alla cooperazione informale come misura preliminare, disporre di canali di comunicazione solidi (evitando un’eccessiva formalità) e preparare il terreno prima di ricorrere a canali formali, come l’assistenza giudiziaria reciproca.

Tutela dei diritti nell’attuazione degli standard FATF sul recupero dei beni

Da ultimo, un recupero efficace dei beni può avvenire solo in un contesto che rispetti i diritti umani e le libertà e che preveda adeguati controlli ed equilibri. Sia i diritti sostanziali che quelli procedurali possono essere influenzati dalle leggi e dalle azioni di recupero dei beni.

Tutte le misure di recupero dei beni devono, dunque, rispettare pienamente i diritti fondamentali e lo Stato di diritto e, in tal senso, il controllo giudiziario indipendente e il giusto processo sono essenziali per prevenire gli abusi, mantenere la fiducia del pubblico e sostenere l’integrità del quadro AML/CFT.

Il capitolo otto della Guida GAFI mostra anche come i paesi possono proteggere i diritti degli individui e applicare il principio di proporzionalità e presenta esempi di leggi che non fornivano protezioni sufficienti o casi in cui le leggi sono state applicate in modo sproporzionato.

Vieni infatti riconosciuto che gli strumenti di recupero dei beni possono essere utilizzati in modo improprio, causando errori giudiziari e minando l’intera premessa del recupero dei beni come misura preventiva e correttiva nella lotta al riciclaggio di denaro, ai reati presupposto e al finanziamento del terrorismo. Il potere intrinseco esercitato dal governo nell’appropriarsi di proprietà private implica che i paesi dovrebbero prestare particolare attenzione a promulgare leggi e procedure di confisca ragionevoli, eque e proporzionate e ad attuarle con la massima professionalità e integrità.

Da ciò dipende la reputazione della pratica del recupero dei beni nel suo complesso e come pilastro fondamentale di un sistema AML/CFT. La tutela dei diritti sostanziali e procedurali delle persone interessate e l’esercizio dei poteri significativi dello strumento della confisca in modo proporzionato e nel rispetto delle garanzie procedurali sono essenziali per un regime di recupero dei beni forte, duraturo ed efficace.

Fonte: Asset Recovery Guidance and Best Practices

Questa traduzione è stata generata dall’intelligenza artificiale. Si prega di verificarne l’accuratezza.
Quotidianopiù è anche su WhatsApp! Clicca qui per iscriverti gratis e seguire tutta l'informazione real time, i video e i podcast sul tuo smartphone.

© Copyright - Tutti i diritti riservati - Giuffrè Francis Lefebvre S.p.A.

Vedi anche

Impresa DALL’EBA

Antiriciclaggio: pubblicata la risposta alla Call for Advice sulle RTS

Il 12 marzo 2024, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha ricevuto una Call for Advice dalla Commissione europea su alcuni progetti di norme tecniche di regolamentaz..

di Camilla Izzi - Avvocato - Commissione Antiriciclaggio ODCEC Roma e Ordine Avvocati Roma

Registrati gratis

Per consultare integralmente tutte le news, i podcast e i video in materia di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale, la rassegna stampa del giorno e ricevere quotidianamente la tua newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime notizie di fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti, professioni e innovazione

Servizio riservato agli abbonati.

Sei già abbonato? Accedi.
Per fruire di tutti i servizi e consultare integralmente tutti i contenuti abbonati o contatta il tuo agente di fiducia!

Trovi interessante questo video?

Per continuare a vederlo e consultare altri contenuti esclusivi abbonati a QuotidianoPiù,
la soluzione digitale dove trovare ogni giorno notizie, video e podcast su fisco, lavoro, contabilità, impresa, finanziamenti e mondo digitale.
Abbonati o contatta il tuo agente di fiducia.
Se invece sei già abbonato, effettua il login.

Ricerca Vocale

Clicca sul microfono per cominciare a registrare il messaggio.

“ ”